Obama si arrende ai jihadisti. Il presidente degli usa dà l’ok ai pagamenti dei riscatti. I parenti dei rapiti non saranno più perseguibili penalmente.

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Pagare o non pagare? Il dibattito sui pagamenti dei riscatti in caso di sequestro o rapimento si anima tutte le volte che qualcuno finisce in mani sbagliate. È accaduto per Greta e Vanessa e anche per tutti quegli americani finiti prigionieri dei jihadisti dell’Isis. Pagare il riscatto spesso è un finanziamento diretto ai terroristi e inoltre potrebbe essere un incentivo per ulteriori rapimenti. Scegliere la linea della fermezza e del dire no ai pagamenti a volte può scoraggiare i rapitori.

L’INVERSIONE
Gli Stati Uniti da sempre non pagano i riscatti pe ri loro connazionali. Ma adesso potrebbe esserci un’inversione di tendenza, voluta proprio dall’amministrazione Obama. Le famiglie degli ostaggi americani in mano ai terroristi islamici, infatti, non verranno più perseguite penalmente dall’amministrazione se cercheranno di pagare il riscatto per la liberazione dei loro cari. È, secondo il New York Times, la svolta che si appresta ad annunciare Barack Obama.

LA DIRETTIVA
Obama si prepara a firmare una direttiva presidenziale e un ordine esecutivo anche per mettere in chiaro che la politica federale che vieta di fare concessioni ai sequestratori non cambia, ma al tempo stesso il governo potrà comunicare e negoziare con coloro che tengono in ostaggio cittadini americani o aiutare le famiglie che cercano di ottenere la liberazione dei loro cari sequestrati.

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di Gaetano Pedullà

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