Oggi osannato, ieri censurato e criticato. Jacopo Fo non dimentica e critica gli ipocriti: “Vaffanculo. Onore a Brunetta che ha detto che mio padre non gli è mai piaciuto”

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Ieri, sin dalla notizia della morte di Dario Fo, tutto il mondo l’ha celebrato. Onorando la persona, lo spessore dell’uomo e dell’artista. Ma in serata è intervenuto Jacopo Fo, che ha sottolineato un aspetto che in tanti hanno pensato, ma che nessuno ha avuto il coraggio di dire in maniera così esplicita. E il fatto che a farlo sia stato il figlio, rende l’accusa ancora più forte e sensata.

“Sì, adesso sono tutti a celebrare Dario. Dopo una vita che han fatto di tutto per censurarlo e colpirlo in tutti i modi. Vaffanculo. Onore a Brunetta che ha detto che mio padre non gli è mai piaciuto”, scrive sul suo profilo Facebook Jacopo Fo, figlio del premio Nobel scomparso ieri a Milano. “Anche Milano che adesso lo celebra non gli ha mai voluto dare uno spazio”, continua il figlio.

Renato Brunetta, ricordiamo,  ieri aveva ricordato la sua “inimicizia” con Fo, che lo aveva sempre attaccato e criticato per la sua statura.

Oggi l’addio. La camera ardente è stata allestita al Piccolo Teatro Strehler, in via Marco Greppi 1, nella sua città e aperta dalle 9,30 fino a mezzanotte, poi domani dalle 8,30 alle 11, quando il feretro sarà accompagnato in Piazza Duomo per l’ultimo saluto a mezzogiorno circa.