Oggi il primo scrutinio per il Quirinale. Ma senza l’intesa tra i partiti. Conte: “Va scongiurata la paralisi istituzionale nel Paese”. Letta: “Ora c’è bisogno di un nome condiviso”

Quirinale Camera
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Si aprono oggi le danze per il Quirinale. Dalle 15 alla Camera (qui lo speciale e la diretta), ci sarà il primo scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato. Ma i partiti non hanno ancora trovato un accordo su un nome il più possibile condiviso. Per tutto il fine settimana, dopo la rinuncia alla candidatura di Silvio Berlusconi (leggi l’articolo), si sono susseguiti gli incontri, in particolare tra i leader di Pd, M5S e Leu (leggi l’articolo) nel tentativo di trovare un accordo per il Colle. Con ogni probabilità oggi si voterà scheda bianca.

Mattina di nuovi incontri. Alle 11 Giuseppe Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza, come annunciato ieri, dovrebbero incontrarsi di nuovo. Matteo Renzi, sempre questa mattina, incontrerà i parlamentari e delegati regionali di Italia viva. Alle 10.30, è in programma l’assemblea dei grandi elettori di Fratelli d’Italia. Alle 11 si riuniranno per decidere “quale proposta fare e quale atteggiamento assumere nelle prime votazioni” quelli di Azione e +Europa insieme agli organi dirigenti dei due. Alla stessa ora il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa ha convocato i grandi elettori del suo partito e alle 13.15 a Montecitorio si terrà l’assemblea dei grandi elettori di Forza Italia-Udc. Alle 14 è in programma quella di Coraggio Italia.

“Stiamo andando nella giusta direzione – ha detto ieri sera il presidente M5s, Giuseppe Conte, durante l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari del M5s in vista delle elezioni per il Quirinale -, ma il cammino è complesso; la stessa cosa che ci siamo detti stamattina con Letta e Speranza. Dobbiamo essere concentrati, senza porre veti e atteggiamenti negativi, ma siamo quelli che pongono i ‘sì per i cittadini’: per questo va scongiurata la paralisi istituzionale nel Paese. Non possiamo fermare azione di governo neanche di un giorno solo”.

“Stiamo dimostrando che siamo una comunità che discute – ha aggiunto l’ex premier -, lo apprezzo. Ho visto interventi costruiti con autenticità di pensiero. Dobbiamo arrivare in questo clima e spirito alla soluzione migliore del Paese. Siamo consapevoli che stiamo portando una linea di azione, consapevoli dei nostri numeri – ha aggiunto Conte – la nostra ostinazione ha dato un frutto: non c’è più il nome di Berlusconi. Ho detto che siamo quelli del no veto e non ci devono essere preclusioni per proposte che arrivano dal centrodestra. Con la stessa chiarezza dobbiamo invitare il centrodestra a non cedere a deliri di onnipotenza, sarebbe un ragionamento allo stesso tempo inaccettabile. Non c’e’ un diritto di prelazione del centrodestra”.

“Abbiamo di fronte un anno in cui ci saranno passaggi fondamentali. C’è uno sfasamento tra le forze in Parlamento e le forze politiche bel Paese” ha detto, invece, il leader del Pd, Enrico Letta all’assemblea dei grandi elettori per il Quirinale. “Mai così – ha detto aggiunto Letto -, se non nel 92-94. Ecco perché abbiamo messo in campo una proposta di patto politico per arrivare all’ultima fase della legislatura e darle energia politica positiva. Un patto che tenga insieme l’elezione del Presidente della Repubblica, l’azione dell’esecutivo e quelle riforme che si possono fare in 14 mesi, a partire dalla riforma dei regolamenti parlamentari per combattere trasformismo. L’ultimo mese è stato sui generis. Il dibattito è stato tutto avvitato intorno a un grande abbaglio, che il centrodestra avesse i numeri per fare il presidente da solo”.

“Non capisco perché ci sono cascati. Il rinculo di questo errore – ha aggiunto Letta – si è visto proprio con la deflagrazione di ieri. Non c’è maggioranza in questo Parlamento. L’unica oggi e quella che supporta governo. Noi abbiamo detto no al loro intestardimento. Abbiamo fatto bene. Ieri è venuta meno la candidatura di Berlusconi e ciò in un colpo solo ha reso chiarissimo quel che dicevamo. Venuto giù quel nome è caduto abbaglio. Ulteriori candidature di centrodestra faranno la stessa fine di quella di Berlusconi. E’ il metodo che era sbagliato. Ora c’è bisogno di un nome condiviso. Nei prossimi giorni dobbiamo mettere in campo tutta l’iniziativa politica per arrivare al profilo di una personalità superpartes”.

“Nessuno dopo deve festeggiare da solo perché ha vinto. Nessuno – ha concluso il leader dem – deve vincere affinché tutti vincano. Se ci si infila in piccoli interessi di parte viene giù tutto. Non è mettendo il cappello su qualcuno che si vince, anzi i candidati si bruciano tipo 10 piccoli indiani. Facciamo un appello a tutti: il rispetto per gli altri è rispetto per se stessi. Bisogna agire con questo spirito. Molto probabile domani scheda bianca, per dare un segno di disponibilità e apertura all’interlocuzione, pur nella durezza della nostra condanna di quanto avvenuto ieri nel centrodestra”.

“Ha rappresentato per l’Italia una straordinaria risorsa e il compito di tutti noi è di preservarlo. Draghi è una delle ipotesi sul tavolo” ha detto ancora Letta lasciando aperta ogni ipotesi, compresa quella di trovare un accordo con il leader della Lega, Matteo Salvini, sull’ipotesi di un bis di Mattarella: “Darebbe il massimo, la soluzione ideale e perfetta”.

I 44 Grandi Elettori di Italia Viva, è trapelato dall’incontro di questa mattina tra il leader Renzi e i parlamentari del suo partito, lasceranno oggi scheda bianca nella prima votazione per il Quirinale.