Olimpiadi della Madonnina. Raggi tentenna sulla candidatura, e Maroni pensa di portare i Giochi a Milano

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L’annuncio del ritiro non c’è stato. Roma, almeno per il momento, è in corsa per la candidatura all’Olimpiade del 2024. Ma all’orizzonte si scorge la suggestione di Roberto Maroni: lanciare in pista Milano per organizzare i Giochi all’ombra della Madonnina. “Qualcuno mi chiede se la Regione è disponibile a sostenere la candidatura di Milano (al posto di Roma) per le Olimpiadi2024. Voi cosa pensate?”, ha scritto su Facebook il numero uno del Pirellone, lanciando un sondaggio sulla propria fan page. Un tentativo di annusare l’aria che tira tra i suoi elettori per lanciare la sfida al Campidoglio, più simbolica che concreta. E anche un modo per uscire dalla dal cono d’ombra in cui lo ha costretto il leader leghista, Matteo Salvini. La proposta è stata sostanzialmente approvata anche dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Sono sempre stato favorevole ai Grandi Eventi e sono convinto che possano essere una grande opportunità per la città che li organizza”, ha sostenuto il primo cittadino milanese. “In questo caso, però, si tratta di una situazione particolare. Secondo le regole del Cio non si può sostituire Milano a Roma nella candidatura alle Olimpiadi 2024”, ha rilevato Sala. Aprendo tuttavia un nuovo scenario: “Bisognerebbe quindi pensare all’edizione del 2028 (nel caso l’edizione 2024 fosse assegnata a una città non europea) o addirittura del 2032”.

Il rinvio della Raggi
La sindaca Virginia Raggi non ha infatti annunciato il passo indietro, che nel fine settimana sembrava certo. “Ne discuteremo con il presidente Malagò“, ha detto la prima cittadina di Roma. Aggiungendo poi: “Ci incontreremo a settembre, dopo l’estate. Siamo ancora al 29 agosto, direi che è ancora estate”. Una tattica attendista che conferma il dibattito in corso tra i pentastellati. In ballo, infatti, sembra esserci qualcosa di più della semplice organizzazione delle Olimpiadi. Nel Movimento 5 Stelle si sta consumando uno scontro tra big. Da un lato la linea intransigente di Alessandro Di Battista, che ha trascorso un’estate sulla cresta dell’onda grazie all’iniziativa ‘Costituzione coast to coast’ per sostenere il ‘no’, intenzionato a ritirare la candidatura di Roma 2024, e dall’altra quella di Luigi Di Maio, che vuole continuare a forgiare il suo profilo istituzionale dando la disponibilità a organizzare la manifestazione. Nessuno dei due sembra disposto ad arretrare: per questo la mediazione potrebbe essere un referendum per far scegliere ai romani. Una soluzione che potrebbe incontrare il favore di altre forze politica, come Sinistra italiana e i Radicali, che da sempre chiedono una consultazione popolare.

Tentativo leghista
Le Olimpiadi 2024 sono diventate un caso politico, che ha superato i confini romani. Ed è andato oltre al problema interno ai 5 Stelle. Anche nel Carroccio la questione apre delle crepe. Da un lato Maroni lancia una provocazione, dall’altro il segretario della Lega lombarda e deputato della Lega nord, Paolo Grimoldi, attacca: “Perché il Governo si accanisce a sprecare milioni per mantenere viva una candidatura che tanto è perdente fin dall’inizio vista la concorrenza della candidatura americana e di Parigi?”. E la richiesta è esplicita: “Ritiriamo la candidatura e spendiamo questi soldi per opere necessarie per prevenire i rischi idrogeologici sul nostro territorio”.

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di Gaetano Pedullà

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