Olimpiadi, la Fondazione batte cassa: arrivano 5 milioni di prestito dal Pirellone. Intanto si calcola chi perde (il pubblico) e chi guadagna (i fondi di investimento e costruttori) dai Giochi

Olimpiadi, con 700 milioni (su 5,7 miliardi) messi, fondi di investimento e costruttori fanno ricavi monstre

Olimpiadi, la Fondazione batte cassa: arrivano 5 milioni di prestito dal Pirellone. Intanto si calcola chi perde (il pubblico) e chi guadagna (i fondi di investimento e costruttori) dai Giochi

Ulteriori 5 milioni di euro. È il “prestito” che la Fondazione Milano-Cortina ha ottenuto ieri da Regione Lombardia per un “urgente bisogno di cassa”. È solo l’ultima iniezione di capitale pubblico nella Fondazione (che per il governo è privata, ma su questo deciderà la Consulta), richiesta, paradossalmente a nove giorni dall’inizio dei Giochi.

Giochi a costo zero? Non proprio, anzi

Si tratta dell’ennesima immissione di finanze degli italiani nei Giochi che secondo gli organizzatori, sarebbero stati a costo zero per i cittadini. E a questo proposito, un po’ di conti li ha fatti Alessandro Volpi, Professore di Storia Contemporanea all’università di Pisa.

Chi guadagna e chi perde dalle Olimpiadi

In un lungo post su Fb, Volpi spiega “ci guadagna molto e chi ci perde” dalle Olimpiadi. “Partiamo dal costo totale, ora stimato, in 5,7 miliardi di euro, di cui 4,1 pagati dal pubblico, Stato e Regioni in primis, tramite SIMICO (Società Infrastrutture Milano Cortina 2026)” scrive Volpi, “Il costo originario era previsto in 2,1 miliardi di euro ed è lievitato a 4,1 miliardi, a fronte di un ritorno complessivo stimato in 2,3 miliardi di euro. Dunque, per essere molto banali, quasi 2 miliardi finiranno nella fiscalità generale; quindi saranno pagati dai contribuenti fedeli”.

I privati hanno messo solo 1,6 miliardi sui 5,7 totali

I privati invece “hanno messo 1,6 miliardi: in realtà molto meno perché 900 milioni sono arrivati dal Comitato olimpico. Gli interventi più significativi sono quelli del Fondo Porta Romana nelle mani di Coima, Covivio e Prada Holdding che ha finanziato la costruzione del Villaggio olimpico (a Milano, ndr), facendosi carico dell’acquisto delle aree, pagate ad un prezzo decisamente più basso rispetto a quello che assumeranno dopo l’intervento e soprattutto beneficiando di una regolamentazione urbanistica mirata all’operazione”.

“Le aree limitrofe”, continua il professore nel suo post, “sono state oggetto degli interventi finanziati da Hines e Prelios, che vedranno realizzarsi significative plusvalenze: una stima credibile può essere di una plusvalenza del 45% per i tre gestori del Fondo Porta Romana, di un ritorno per Hines di 350 milioni di euro e nel caso di Prelios un incremento del 20% sugli extraprofitti”.

Ma saranno quelli che ci guadagneranno di più

E conclude: “Insomma, una discreta cuccagna che, peraltro, beneficerà una comunità molto finanziarizzata. Se guardiamo bene infatti i soldi dei privati provengono per il 40% dai fondi pensione (i risparmi di facoltosi europei e americani), il 30% dai prestiti bancari e il 30% da grandi patrimoni privati. Le Olimpiadi a Milano consentono di fare laute pensioni a fortunati benestanti, a far fare un grande affare ad una élite di ricchissimi e, naturalmente, alle banche”. Qualcuno le sue Olimpiadi le ha già vinte…