Sono oltre 8 milioni gli italiani non ancora vaccinati contro il Covid. Quasi tre sono ultracinquantenni ad alto rischio. Quindici milioni le dosi ferme nei frigoriferi

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Sono ancora 8.393.051 gli italiani over 12 che non hanno ricevuto alcuna dose del vaccino anti-Covid. Si tratta del 15,54% della popolazione vaccinabile. A riferirlo è il report settimanale della struttura del Commissario per l’emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo (qui i dati giornalieri).

Di questi 8 milioni, sempre secondo quanto riferisce il report del Commissario, 2.987.859 sono ultracinquantenni, 3.996.994 nella fascia di età dei 20-49 anni e 1.408.268 in quella dei 12-19 anni. La percentuale di ventenni vaccinati è più alta rispetto a quella che si rileva nella fascia d’età 40-49 anni. Dal report emerge infatti che sono 4.641.642 (77,18%) i giovani tra i 20 e i 29 anni che hanno ricevuto due dosi di vaccino antiCovid, mentre nella fascia d’età tra i 40 e i 49 anni il dato è pari a 6.600.992, ossia il 75,12%. Per quanto riguarda, invece, la fascia 30-39 anni sono 4.917.807 (72,38%) le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Sono 1.080.499, invece, i vaccini anti-Covid somministrati nell’ultima settimana per una media di 154.357 dosi al giorno. Complessivamente le dosi fornite all’Italia dall’inizio della campagna ammontano a 99.711.592; quelle somministrate sono 85.883.424; ne restano dunque quasi 15 milioni conservati nei frigoriferi. Il ciclo vaccinale è stato completato da 43.068.360 italiani, pari al 79,7% degli over 12 ed al 72,7% della popolazione complessiva.

“La variante delta – riferisce, invece, il report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss – è dominante in Italia dal mese di luglio. Questa variante è dominante nell’intera Unione Europea ed è associata ad una maggiore trasmissibilità. Una più elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti. E’ opportuno realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione ed applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale”.

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