Omicidio Kurti, il pensionato fatto a pezzi e gettato nell’Adigetto è stato ucciso dalla moglie: la donna è stata arrestata

Per l’omicidio di Shefki Kurti, il pensionato fatto a pezzi e gettato nell’Adigetto, è stata arrestata la moglie Nadire.

Omicidio Kurti: la moglie del pensionato ucciso, fatto a pezzi e gettato nell’Adigetto è stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario. Al momento, la donna è ricoverata nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Rovigo per disturbo delirante della personalità.

Omicidio Kurti, il pensionato fatto a pezzi e gettato nell’Adigetto è stato ucciso dalla moglie: la donna è stata arrestata

Omicidio Kurti, il pensionato fatto a pezzi e gettato nell’Adigetto è stato ucciso dalla moglie

Il pensionato albanese Shefki Kurti, 71 anni, è stato ucciso e fatto a pezzi in Polesine. Il corpo dell’uomo è stato recuperato nell’Adigetto: i resti del suo cadavere erano stati disposti in sacchi neri e abbandonati nel fiume. A distanza di circa un mese dal macabro ritrovamento, le forze dell’ordine sono arrivate a una svolta nel caso. La Procura di Rovigo, infatti, ha chiesto e ottenuto l’arresto di Nadire Kurti, moglie della vittima, per omicidio volontario.

Nella mattinata di lunedì 29 agosto, è stata organizzata una conferenza stampa in occasione della quale i carabinieri del comando provinciale di Rovigo hanno spiegato di aver posto in stato di fermo la donna e di averla trasferita presso ilreparto di psichiatria dell’ospedale della città. Secondo quanto riferito dalle autorità, inoltre, dopo l’arresto, Nadire Kurti ha confessato il delitto.

A quanto si apprende, l’assassina è stata ricoverata presso il nosocomio rodigino lo scorso 12 agosto per un disturbo delirante della personalità. La Procura ha disposto alcuni accertamenti clinici per verificare lo stato mentale della donna.

La donna è stata arrestata: le indagini

In seguito al ritrovamento dei resti del pensionato e nell’ambito delle ricerche legate all’omicidio Kurti, gli inquirenti del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Rovigo, guidati dal Tenente Colonnello Umberto Carpin, avevano focalizzato le indagini sulla famiglia della vittima. In particolare, i sospetti si erano concentrati sulla moglie di Shefki Kurti che era stata l’ultima a vederlo.

I parenti del 71enne non hanno mai denunciato formalmente la scomparsa del pensionato albanese fino a quando i resti del suo corpo dilaniato e fatto a pezzi non è stato recuperato lo scorso 28 luglio. il figlio della vittima, tuttavia, aveva raccontato agli inquirenti che il padre poteva essersi volontariamente allontanato da casa dopo un litigio con la moglie.

I carabinieri dei Ris di Parma hanno poi effettuato un sopralluogo all’interno dell’abitazione della vittima, rinvenendo importanti tracce ematiche che hanno appurato la responsabilità di Nadire Kurti.

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