La nuova variante Omicron si confonde col comune raffreddore. Naso che cola e mal di gola i sintomi più comuni. Ma può non finire qui

Omicron Coronavirus
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Se ne sa ancora poco ma stanno iniziando ad emergere i primi studi sui sintomi e sulla pericolosità della variante Omicron. Come già accaduto per le varianti precedenti, a fare chiarezza è la ricerca condotta dal King’s Collage di Londra – in collaborazione con l’azienda Zoe che si occupa proprio di studi epidemiologici sulla pandemia – pubblicata sul British medical journal (qui il focus) e da cui emerge come Omicron non sembra più grave di Delta. Al contrario, però, risulta ben più abile nel superare le barriere difensive dell’ospite di turno con quello che viene definito un “camuffaggio”.

Una sorta di travestimento che rende pressoché indistinguibile questa nuova variante di Covid-19 dal comune raffreddore. Naso che cola, mal di testa, affaticamento, starnuti e forte mal di gola, sono i sintomi che risultano maggiormente frequenti con Omicron almeno stando a questo primo report che, come ammesso dagli stessi autori, è ancora parziale. Una lista di acciacchi a cui si accompagnano, anche se in misura assai minore rispetto a Delta, anche la febbre e la tosse mentre sono quasi assenti la perdita dell’olfatto e del gusto che, invece, erano il segno distintivo soprattutto della variante Alfa.

LA TRASFORMAZIONE. Secondo l’epidemiologo inglese del King’s College, Tim Spector, nel Regno Unito guidato da Boris Johnson “chi ha sintomi del raffreddore, è probabilmente colpito dal Covid”. “Febbre e tosse sono meno frequenti”, prosegue l’esperto, interessano “la metà dei contagiati” e per questo non possono più essere considerati come un segno distintivo per riconoscere la malattia.

Proprio questa “trasformazione” che può essere facilmente scambiata come un banale raffreddore, per il dottor Spector deve spingere chi accusa tali sintomi a “non sottovalutarli”, “isolarsi per non infettare gli altri” e, appena possibile, recarsi a fare un tampone. Come mai Omicron presenti sintomi più lievi al momento resta un mistero e, ammonisce lo studio, non si può escludere che ciò sia una diretta conseguenza della vaccinazione massiccia.

A conferma di come siano in evoluzione i sintomi arriva anche lo studio, questa volta dell’università di Hong Kong, in cui si sottolinea come Omicron colpisca prevalentemente le via aeree superiori, come naso e gola, e meno i polmoni che erano il bersaglio delle precedenti varianti.

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