Ora c’è la conferma: Norbert Fehrer (alias Igor il Serbo) è un killer seriale. È indagato formalmente per un terzo omicidio nel 2015

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Ora è ufficiale: Norbert Fehrer, meglio conosciuto come Igor il Serbo, deve rispondere anche di un terzo omicidio. E dunque si concretizza la strada del killer seriale. Mentre nei quaranta chilometri quadrati di paludi tra Marmorta e Campotto continuano le battute delle forze dell’ordine per trovarlo, spunta – come detto – il terzo tragico colpo compiuto da Norbert Feher, accaduto nel Ravennate il 30 dicembre 2015.

Il serbo 41enne, già indagato dalle Procure di Bologna e Ferrara per gli omicidi del barista Davide Fabbri e del volontario Valerio Verri, dell’1 e 8 aprile scorsi, è ora infatti formalmente indagato dalla Procura di Ravenna per l’omicidio del metronotte 42enne Salvatore Chianese, ammazzato con una fucilata al volto alle prime ore del 30 dicembre 2015 sulla sbarra di una cava che si apprestava a ispezionare tra Fosso Ghiaia e Savio, nel Ravennate.

A condurre gli inquirenti verso il nome del 41enne c’è, come ricostruito oggi dai quotidiani locali, soprattutto la tecnica usata: del tutto simile a quella che il serbo avrebbe utilizzato in occasione di altri delitti commessi nel Bolognese e nel Ferrarese. Inoltre il bottino (la pistola della vittima) è uguale a quello della rapina del 29 marzo a Consandolo (Ferrara) sempre ai danni di una guardia giurata.

Di rilievo pure il fatto che sulla scena del crimine nella cava, i carabinieri – che stanno svolgendo le indagini coordinate dai Pm Alessandro Mancini e Daniele Barberini -, avrebbero recuperato un bossolo di fabbricazione dell’Est Europeo: un munizionamento non comune, anche se in vendita in alcune armerie emiliano-romagnole, con il quale il serbo avrebbe potuto trovarsi a suo agio per averlo magari già utilizzato nella sua vita.