Ora nel Pd sono tutti più Gentiloni. Spunta il documento di 40 senatori dem a sostegno del Governo. Bersani punta al Congresso a giugno e al voto nel 2018

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Sono sempre meno quelli che vogliono andare subito al voto. Tra questi da oggi va inserito anche l’ex segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani. Che senza usare troppi giri di parole ha detto la sua: “Adesso è ora che tutti, dico tutti, dicano parole chiare: io sono per il voto nel 2018, perché il governo governi e da qui a giugno si faccia la legge elettorale e a giugno il congresso”. In quel tutti Bersani fa riferimento soprattutto ai vertici del suo partito. “Se non rimettiamo i piedi a terra i cittadini non capiscono e andiamo nei guai non solo politici ma anche economici e sociali”, ha detto Bersani, “Quanto alla legge elettorale, per Bersani vanno tolti i capilista bloccati”. Dietro l’indicazione dell’ex segretario c’è sempre quel rischio scissione che aleggia ormai da mesi in casa democratica. “Io, Franceschini, Orlando, Renzi, dobbiamo dire quando vogliamo andare a votare”, ha ribadito l’ex segretario, “Altrimenti non si esce da questo circuito politico-mediatico e si incasina tutto”.

Nel frattempo è spuntato anche un documento sottoscritto da 40 senatori del Pd per sostenere il Governo guidato da Paolo Gentiloni.  Questi gli obiettivi indicati dai sottoscrittori: “Sostenere il governo Gentiloni, nella pienezza dei suoi poteri; rimettere in piedi il Pd; lavorare a una legge elettorale omogenea per Camera e Senato; non concedere nulla alla pulsione antipolitica”. Secondo i senatori firmatari occorre “un’azione combinata del governo e del partito” per affrontare tutte le problematiche, con in testa la “nuova questione sociale”.