Ostia, cade l’aggravante mafiosa per il boss Fasciani. Sono 10 le condanne nel processo d’appello. Ma dei 200 anni di carcere richiesti ne arrivano solo 56

dalla Redazione
Cronaca

Dieci condanne e otto assoluzioni nel processo Fasciani a Ostia. Nel processo d’appello i giudici hanno escluso l’aggravante mafiosa. Tra le persone condannate Carmine Fasciani considerato il boss della famiglia. Ha avuto 10 anni anziché 27 anni e 6 mesi come era stato deciso con la sentenza di primo grado. Complessivamente erano stati richiesti 200 anni di carcere per tutti gli imputati, ma alla fine ne sono arrivati 56 con le condanne che vanno dall’usura alla gestione appalti e controllo illecito di attività economiche. Caduta l’associazione mafiosa e l’aggravante del metodo mafioso. Nel complesso sono state ridimensionate tutte le condanne che erano arrivate nel primo grado di giudizio. Cinque anni e otto mesi di carcere per Terenzio Fasciani (8 anni e mezzo la richiesta pg), cinque anni e quattro mesi per Sabrina Fasciani (25 anni e 10 mesi la richiesta pg), quattro anni e dieci mesi per Azzurra Fasciani (11 anni la richiesta pg), quattro anni e sei mesi per Alessandro Fasciani (11 anni la richiesta pg), sei anni e sei mesi per Silvia Franca Bartoli (16 anni e 9 mesi la richiesta pg), quattro anni e sei mesi per Riccardo Sibio (25 anni e 3 mesi la richiesta pg), quattro anni e sei mesi per John Gilberto Colabella (13 anni la richiesta pg), quattro anni e se mesi per Luciano Bitti (12 anni e 9 mesi la richiesta pg), cinque anni e otto mesi per Gilberto Inno (5 anni e mezzo, ma era stato assolto in primo grado la richiesta pg). Confermata l’assoluzione per Vito e Vincenzo Triassi. Assoluzione anche per Nazareno Fasciani, altro fratello di Carmine, Ennio Ciolli, Fabio Guarino, Danilo Anselmi, Mirko Mazzoni ed Eugenio Ferramo. Inoltre è stato deciso il dissequestro del ristorante di Ostia “Al contadino non far sapere” riconducibile alla famiglia Fasciani.