Mentre il Medio Oriente continua a bruciare, con la fragile tregua tra Iran e Stati Uniti appesa a un filo, e il conflitto in Ucraina che prosegue nel silenzio generale, torna a salire la tensione anche tra Stati Uniti e Cina. A riaccendere la miccia sono le esercitazioni marittime congiunte tra le forze armate guidate da Donald Trump, quelle dell’Australia e delle Filippine, nel Mar Cinese Meridionale.
Le operazioni hanno coinvolto navi da guerra, caccia e velivoli da sorveglianza, con l’obiettivo dichiarato di migliorare il coordinamento e rafforzare le capacità di difesa nel Pacifico. Come fanno sapere fonti militari coinvolte, queste manovre non rappresentano una provocazione nei confronti di Pechino, poiché erano “già programmate da tempo”. Tuttavia, le stesse fonti sottolineano come i tre Paesi alleati stiano lavorando attivamente per garantire “la sicurezza regionale”.
Queste esercitazioni tra Stati Uniti, Australia e Filippine servono anche in vista di quelle, ancora più imponenti, previste per il 20 aprile. Queste ultime, come spiegano gli alti comandi militari, saranno “su larga scala” e, per la prima volta, coinvolgeranno anche il Giappone, che abbandonerà il ruolo di semplice osservatore per entrare a far parte del dispositivo di sicurezza regionale.
Alta tensione nel Pacifico: Usa, Australia e Filippine iniziano esercitazioni nel Mar Cinese Meridionale e scatenano le proteste della Cina
Quel che è certo è che la situazione viene monitorata con attenzione da Pechino. Zhai Shichen, portavoce del Comando del Teatro Meridionale dell’esercito cinese, ha fatto sapere che la marina continuerà i pattugliamenti nel Mar Cinese Meridionale proprio nei giorni delle esercitazioni.
“Nel tentativo di creare problemi nella regione, le Filippine hanno coinvolto Paesi esterni per organizzare cosiddette pattuglie congiunte, disturbando la pace e la stabilità”, ha affermato Zhai, precisando che “le forze cinesi difenderanno con determinazione la sovranità territoriale e gli interessi marittimi del Paese, mantenendo al contempo la stabilità regionale”.