Di pari passo con lโaumento delle operazioni terrestri israeliane in Libano, crescono anche gli โincidentiโ che coinvolgono il contingente Unifil. Prima si รจ verificato il danneggiamento volontario delle telecamere esterne della principale base della missione Onu; poi gli spari di avvertimento di mercoledรฌ scorso, che hanno rischiato di colpire un militare occidentale; infine, nella giornata di ieri, due distinti episodi con carri armati israeliani che hanno speronato mezzi Unifil, rispettivamente un veicolo Lince e un mezzo logistico, entrambi con personale italiano a bordo, fortunatamente senza causare feriti.
Secondo quanto riferito dalla missione Unifil, gli ultimi due episodi โsono in contrasto con gli obblighi di Israele ai sensi della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e con il requisito di garantire in ogni momento la sicurezza e lโincolumitร dei peacekeeper, nonchรฉ la loro libertร di movimentoโ.
In Libano sale la tensione: carri armati israeliani speronano due mezzi Unifil del contigente italiano. Ira dell’Onu: “Israele fermi le azioni contro i caschi blu”
Le Nazioni Unite denunciano inoltre che le manovre dellโesercito israeliano โostacolano la capacitร dei peacekeeper di riferire le violazioni sul terreno da entrambe le partiโ, assicurando che โi caschi blu rimarranno nelle loro posizioni e continueranno a riferire in modo imparziale al Consiglio di Sicurezza le violazioni osservateโ in Libano.
Dal governo di Benyamin Netanyahu, al momento, non arrivano commenti diretti sullโaccaduto. Lโesecutivo si limita a ribadire che โla guerra contro Hezbollah continua, anche allโinterno della zona di sicurezza in Libano. I nostri nemici, lโIran e lโAsse del Male, volevano distruggerci, e ora stanno combattendo per la propria sopravvivenzaโ, ha affermato il leader israeliano.