Paesi ostili a Mosca, nella black list di Putin c’è anche l’Italia. Nella lista tutti gli Stati che hanno imposto sanzioni alla Russia per aver invaso l’Ucraina

Pagamento in Rubli del gas russo
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Il governo russo ha approvato oggi una lista di cosiddetti “Paesi ostili”, per aver applicato o per essersi uniti a sanzioni contro la Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina. Nella lista compare anche l’Italia in quanto Paese europeo.

I russi che hanno debiti nei confronti di creditori stranieri che si trovano nei Paesi ostili potranno pagarli in rubli

Nell’elenco dei Paesi ostili, oltre ovviamente l’Ucraina, figurano tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, ma anche Australia, Gran Bretagna, Islanda, Canada, Liechtenstein, Monaco, Nuova Zelanda, Norvegia, Corea del Sud, San Marino, Singapore, Stati Uniti, Taiwan, Montenegro, Svizzera e Giappone.

Secondo il decreto con il quale il governo russo ha individuato i Paesi ostili, lo Stato, le imprese e i cittadini russi che abbiano debiti nei confronti di creditori stranieri appartenenti a questa lista potranno pagarli in rubli.

L’Italia si aspettava di essere inserita nell’elenco dei Paesi ostili da parte della Russia, ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a Oggi è un altro giorno, “perché le sanzioni a cui ha aderito anche il governo di Roma stanno colpendo pesantemente l’economia di Mosca”. “Capiremo quali saranno le loro iniziative nelle prossime ore – ha aggiunto -, ma è chiaro che ce lo aspettavamo perché siamo tra i Paesi che dopo l’invasione russa dell’ucraina da parte di (Vladimir) Putin, hanno reagito con delle sanzioni che in questo momento stanno andando a colpire gli oligarchi super ricchi russi, che avevano yacht e investimenti immobiliari qui in Italia e in tutta Europa”.

Di Maio ha ricordato che l’Italia è tra i Paesi “che sta colpendo l’economia russa: la borsa di Mosca è stata chiusa per una settimana e sappiamo che il rublo si è svalutato del 30%”. “Stiamo colpendo con le sanzioni la Russia – ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo – anche perché è impressionante il numero di cittadini russi che sono stati imprigionati, colpevoli di aver manifestato per la pace contro la guerra. Sono 15mila dall’inizio della guerra i cittadini russi imprigionati o arrestati perché osavano manifestare per la pace nelle piazze”.

Questo, ha concluso Di Maio, “dà il senso di che cosa sia Putin, di come stia isolando la Russia dal resto del mondo del mondo e sono molto contento che oggi, grazie anche alla firma da parte mia e del governo italiano della procedura per verificare i crimini di guerra in Ucraina, ci sia stata la prima udienza per verificare i crimini di guerra che si stanno compiendo in Ucraina per questa guerra scellerata a cui stiamo assistendo”.