Panama Papers, anche l’Uefa è finita nella rete. Nel mirino contratti dei diritti tv per trasmettere la Champions

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Il Panama Papers arriva dritto dritto nella sede Uefa di Nyon con le perquisizioni della polizia svizzera. Gli inquirenti sono entrati con l’obiettivo di visionare i contratti tra la Confederazione del calcio europeo e Cross Trading/Teleamazonas, con la prima società coinvolta nell’inchiesta. L’Uefa è stata tirata in ballo per un contratto sui diritti televisivi per la trasmissione della Champions League, stipulato con un’agenzia di marketing off-shore implicata nello scandalo di corruzione della Fifa. La conferma è arrivata direttamente dai perquisiti: “La Uefa conferma di aver ricevuto nella propria sede la visita della polizia federale svizzera, in possesso di un mandato per chiedere la visione dei contratti tra la Uefa e Cross Trading/Teleamazonas. Naturalmente la Uefa sta fornendo tutti i documenti ritenuti pertinenti in suo possesso e assicura la totale collaborazione”.

Il Guardian nella giornata di ieri aveva tirato in ballo il nome del neo presidente Fifa, Gianni Infantino, sostenendo che tra i documenti presenti nei faldoni del Panama Papers ci sarebbero anche quelli dell’erede di Blatter. Il coinvolgimento sarebbe stato relativo al periodo in cui Infantino era responsabile dell’ufficio legale dell’Uefa. Il Guardian sostiene che i diritti per la Champions League, Coppa Uefa e la Supercoppa 2003-2006 e 2006-2009 sarebbero stati acquistati dall’argentina Cross Trading (per 111.000 dollari), che a sua volta ha immediatamente venduto gli stessi all’emittente ecuadoregna Teleamazonas per circa tre volte l’importo pagato (311.000 dollari).

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di Gaetano Pedullà

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