Paolo Pluda e Nicola Zanardelli: i due no-vax arrestati per l’assalto al centro vaccini di via Morelli a Brescia con due molotov

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Due arresti per l’attacco del 3 aprile scorso contro il centro vaccinale di via Morelli a Brescia con due molotov. Paolo Pluda, del 1969, di Brescia, e Nicola Zanardelli, del 1970, di Monticelli Brusati (BS), sono gravemente indiziati dei delitti di atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi (art. 280 bis c.p.) e porto e detenzione di armi da guerra (art. 4 l. 895/67) commessi ai danni del centro vaccinale di via Morelli a Brescia.

I due no-vax arrestati perché hanno assaltato il centro vaccini di via Morelli a Brescia con due molotov

Stamattina i carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Brescia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Brescia Alessandra Sabatucci. La richiesta è della Procura della Repubblica diretta da Francesco Prete. Contestualmente, sono state eseguite nelle province di Brescia e Verona delle perquisizioni nei confronti di alcune persone. Che sono collegate al circuito relazionale degli indagati, si legge in una nota.

In particolare, il provvedimento cautelare è il risultato delle indagini condotte dal Dipartimento antiterrorismo della Procura di Brescia e dai Carabinieri del Ros. E del Comando Provinciale di Brescia, coordinati dal sostituto procuratore Francesco Carlo Milanesi e dall’aggiunto Silvio Bonfigli, sull’attentato perpetrato in danno del centro vaccinale di via Morelli a Brescia lo scorso 3 aprile. All’epoca due individui avevano lanciato due ordigni incendiari del tipo “molotov” che causavano dei danni ad uno dei padiglioni del complesso.

Paolo Pluda e Nicola Zanardelli: i due accusati dell’assalto al centro vaccini

Il provvedimento cautelare è il risultato delle indagini condotte dal Dipartimento antiterrorismo della Procura di Brescia e dai Carabinieri del Ros e del comando provinciale di Brescia. Coordinati dal sostituto procuratore Francesco Carlo Milanesi e dall’aggiunto Silvio Bonfigli. Secondo gli investigatori, l’incendio alimentato dagli ordigni – non propagatosi all’intero padiglione solo per la resistenza ignifuga della tensostruttura e per altre cause fortuite – era potenzialmente idoneo a causare danni devastanti alla struttura. Lì erano stoccate diverse centinaia di dosi di vaccino e altro materiale infiammabile, danni che avrebbero potuto ripercuotersi negativamente sulla campagna vaccinale anti Covid.

A pochi metri dal principio di incendio corrono cavi elettrici. Se le fiamme avessero colpito, avrebbero interrotto l’alimentazione della catena del freddo così rendendo inutilizzabili i vaccini. Nel sito colpito vengono infatti somministrate circa 1000 dosi di vaccino al giorno. Le indagini, condotte in tempi brevi anche mediante il ricorso alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, si sono subito concentrate sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza e rilevazione targhe dei veicoli presenti sul territorio del Comune di Brescia. E hanno consentito di individuare il mezzo utilizzato dai dai due per raggiungere il centro vaccinale.

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