Papa Francesco in Terra Santa: mai più Shoah

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dalla Redazione

“Per tutte le vittime del terrorismo, per favore non più terroristi nel mondo”. Così  ha parlato Papa Francesco davanti alla stele per le vittime del terrorismo a Gerusalemme. “Il terrorismo è male”, ha detto, “perché nasce dall’odio, perché non costruisce ma distrugge”: “la via del terrorismo non aiuta, è fondamentalmente criminale”. Papa Francesco oggi si è recato anche presso la Spianata delle Moschee e al Muro Occidentale, frammento del muro di sostegno della Spianata del Tempio di Salomone, distrutto in epoca romana. Il Papa ha sostato da solo davanti al Muro del Pianto, ha poggiato la mano sulle pietre e vi ha posto un biglietto, raccogliendosi in preghiera silenziosa per alcuni minuti. Il Papa ha visitato anche lo Yad Vashem, il Memoriale di Gerusalemme che ricorda le vittime dell’Olocausto, dove ha acceso il braciere e pregato in silenzio. ”Dove sei, uomo? Dove sei finito? In questo luogo, memoriale della Shoah, sentiamo risuonare questa domanda di Dio: ‘Adamo, dove sei?’. In questa domanda c’è tutto il dolore del Padre che ha perso il figlio” ha detto Francesco: “Forse nemmeno il Padre poteva immaginare una tale caduta, un tale abisso!”. “Signore, salvaci da questa mostruosità”. E’ la preghiera angosciosa rivolta dal Papa durante la visita al Memoriale della Shoah dello Yad Vashem. “Dacci la grazia di vergognarci di ciò che, come uomini, siamo stati capaci di fare”, ha aggiunto. “Mai più, Signore, mai più!”. “Ho spiegato al papa che la costruzione della barriera di sicurezza ha evitato molte altre vittime che il terrorismo palestinese aveva in programma”, ha scritto il premier Benyamin Netanyahu in un tweet. Ieri Bergoglio si era intrattenuto a Betlemme davanti al muro. Oggi invece ha reso omaggio alle stele delle vittime del terrorismo in Israele. “La pace è questione di creatività e ispirazione e tu le porti entrambe con te”. Così il presidente di Israele Shimon Peres ha accolto papa Francesco nella sua residenza a Gerusalemme. “La pace tra le religioni – ha aggiunto Peres – è un viatico per la pace in altri campi”. All’inizio del loro colloquio, Peres ha ringraziato il Papa per la sua “saggezza” e “il servizio che svolge per la causa della pace” e per l’invito all’incontro di pace in Vaticano con il presidente palestinese Abu Mazen, dando la disponibilità ad accettarlo. Lo ha riferito padre Federico Lombardi, che ha sottolineato come l’incontro sia stato più lungo del previsto, “il che testimonia della reciproca stima tra i due”. Secondo la radio israeliana l’incontro in Vaticano potrebbe avere luogo venerdì 6 giugno. L’incontro è da ritenersi “significativo”, anche se avrà principalmente un valore “simbolico”, ha detto all’ANSA l’ex negoziatore dell’Olp Muhammed Shtayeh, ribadendo che i palestinesi hanno accettato con favore l’iniziativa del Pontefice.