“Il Papa mette a rischio i cattolici”, Trump accusa ancora Leone XIV. Ma il Vaticano non replica preferendo ignorarlo

“Il Papa mette a rischio i cattolici”, Trump accusa ancora Leone XIV. Ma il Vaticano non replica preferendo ignorarlo

“Il Papa mette a rischio i cattolici”, Trump accusa ancora Leone XIV. Ma il Vaticano non replica preferendo ignorarlo

Stai a vedere che Donald Trump si è legato al dito le critiche di Papa Leone XIV, reo di aver messo in dubbio la sua gestione della crisi mediorientale. A lasciarlo intendere è lo stesso tycoon che, intervenendo a Salem News Channel, ha lanciato un nuovo atto d’accusa contro il Pontefice, sostenendo che “sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone” con la sua reiterata richiesta di riportare la pace a Gaza, in Libano e in Iran. Parole pronunciate dal leader americano in risposta a una domanda del giornalista Hugh Hewitt che, in relazione al confronto geopolitico con la Cina, gli ha chiesto se fosse intenzionato a chiedere al Papa di intervenire sul caso di Jimmy Lai, dissidente cattolico condannato a 20 anni di carcere a Hong Kong con l’accusa di “collusione con forze straniere” e “cospirazione a scopo di sedizione”.

Una domanda che Trump ha usato come spunto per una riflessione polemica: “Beh, il Papa preferisce parlare del fatto che per l’Iran va bene avere un’arma nucleare, e non credo che sia una cosa positiva”. Un pensiero ribadito poco dopo, sostenendo che il Papa “sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone e che, se dipendesse da lui, andrebbe benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare”. Una tesi a dir poco insostenibile: Leone XIV non ha mai caldeggiato una simile eventualità, ma si è limitato a lanciare appelli alla pace, chiedendo di risolvere le tensioni internazionali attraverso la diplomazia.

Il dossier sull’Iran che smonta la narrazione di Trump

Difficile bollare questo ennesimo attacco al Pontefice come una casualità. Anzi, tutto lascia pensare che Trump non vedesse l’ora di tornare sull’argomento, rivendicando i suoi presunti successi militari e rilanciando la narrazione di una guerra di civiltà volta a disarmare un regime sanguinario. Poco importa se la realtà sembra distante dal racconto del tycoon: l’Iran non era così vicino all’arma nucleare e, soprattutto, l’ultimo rapporto dell’intelligence americana incrina la versione trumpiana. Un dossier, riportato da Reuters, in cui si afferma che, malgrado i raid di Stati Uniti e Israele, “il tempo necessario all’Iran per costruire un’arma nucleare non è cambiato dalla scorsa estate”.

Il Vaticano getta acqua sul fuoco

Va inoltre rilevato che questo affondo del presidente americano arriva a due giorni dalla visita del Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che volerà in Vaticano per incontrare Leone XIV. Un viaggio programmato da tempo, con cui Rubio punta a ricucire le divergenze tra Stati Uniti e Santa Sede, anche per placare un elettorato cattolico sempre più irritato da questo scontro verbale, che potrebbe pesare sulle prossime elezioni di midterm. Nonostante tutto, la visita resta confermata.

Al momento, l’unica reazione della Santa Sede arriva attraverso il cardinale Pietro Parolin, secondo cui “il Papa ha già risposto, io non aggiungerei nulla”, precisando che Robert Prevost “ha dato una risposta molto, molto cristiana, dicendo che sta facendo ciò che il suo ruolo esige: predicare la pace”. “Che questo possa piacere o meno è un altro discorso. Capiamo che non tutti sono sulla stessa linea, ma questa è la risposta del Papa”, ha concluso Parolin.

Il precedente scontro tra Trump e Leone XIV

Quello di Trump non è il primo attacco a Leone XIV. La sensazione è che il presidente americano sia sempre più isolato: criticato in patria per i risultati economici deludenti e per l’eccessivo impegno militare all’estero, abbandonato dagli storici alleati europei e ora in contrasto anche con il Pontefice. Eppure, proprio il fatto che il Papa sia nato negli Stati Uniti sembrava far sperare il tycoon in un atteggiamento più morbido. Il primo scontro verbale risale all’inizio di aprile, quando Trump, nel pieno della crisi con l’Iran, aveva dichiarato: “Un’intera civiltà morirà stanotte”.

Parole a cui Prevost aveva risposto duramente: “C’è stata una minaccia contro tutto il popolo iraniano e questo non è accettabile”. Il Pontefice aveva poi lanciato un appello agli americani, invitandoli a “comunicare con i Congressisti e con le autorità per dire che non vogliamo la guerra, ma la pace”. Parole che, evidentemente, hanno colpito Trump, spingendolo a reiterare questi ormai ciclici attacchi.

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