Parlamento di transfughi. Oltre 200 cambi di casacca. Dal 2013 ben 163 deputati passati da un partito all’altro

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Partiamo da un dato. Dall’inizio dell’anno sono stati 163 parlamentari a emigrare da un partito all’altro. Ma i cambi di casacca sono stati molti di più. Ben 211. Una sproporzione che racconta di un altro aspetto preoccupante: alcuni dei transfughi hanno – in soli due anni – cambiato gruppo di appartenenza anche più di una volta. Questi, infatti, sono i numeri che emergono dai dati diffusi dall’associazione Openpolis. Insomma, le continue “fughe” di grillini dal Movimento cinque stelle sono solo una faccia di una realtà molto più complessa, simbolo di un degrado politico (anzi: culturale, prima ancora che politico) mai raggiunto fino ad ora. Già perché quanto fatto nella diciassettesima legislatura rappresenta un record assoluto in termini negativo. Basti questo: in quella precedente – che pure era stata segnata dal mercato delle vacche con i passaggi di Domenico Scilipoti e Antonio Razzi da Idv al Pdl – i parlamentari che avevano abbandonato il partito in cui erano stati eletti per emigrare in un altro, erano stati 160. Oggi, a soli due anni dall’inizio della legislatura, i dati già parlano di un numero più alto di tranfughi.

GLI EMIGRANTI
Ma entriamo nel dettaglio. In totale parliamo di 83 deputati che hanno cambiato casacca 105 volte, mentre al Senato è ancora peggio: 80 senatori “ballerini” che hanno emigrato 106 volte. Numeri, questi, che come detto non devono sorprendere. C’è infatti anche chi è riuscito a passare da un partito all’altro, più di una volta. Più di due. E anche più di tre. Impossibile? Non per il senatore Luigi Compagna che, dopo ben 13 anni di carriera parlamentare, ha iniziato l’attuale legislatura nel gruppo misto, per poi passare in Gal (Grandi Autonomie e Libertà), per poi emigrare in Autonomia Popolare (Ncd e Udc). Ma attenzione: Compagna ha un ripensamento e torna in Gal, per poi averne ancora uno e tornare in Ap. Insomma, il delirio. Poco peggio hanno fatto Paolo Naccarato (Lega, Gal, Ap, Gal) e Angela Nissoli (Scelta Civica, misto, Scelta Civica, Centro Democratico), transufghi per “sole” tre volte. Via via tutti gli altri: 119 hanno cambiato casacca una volta soltanto, 41 parlamentari, invece, si sono “accontentati” di due volte.

I GRUPPI
Ma non è tutto. Le sorprese, infatti, non finiscono qui. Andando ad analizzare i dati in base ai gruppi parlamentari, scopriamo che non è il Movimento cinque stelle la forza politica da cui sono “scappati” più deputati. Quale sarà mai allora? Complice anche la scissione tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, è proprio il gruppo parlamentare Forza Italia – Popolo delle Libertà ad aver perso più uomini. Ben 58 (28 alla Camera e 30 al Senato), 53 dei quali emigrati appunto in Ncd. Infedeltà diffusa anche nelle file di Sinistra e Libertà. Il partito, presente come gruppo parlamentare solo alla Camera, ha perso ben 11 deputati. Il Movimento cinque stelle, invece, “soltanto” 8 (considerando anche Palazzo Madama, in totale sono 22, a cui si aggiungeranno ovviamente nei prossimi giorni i tre dimissionari di ieri, se le lettere di dimissioni non dovessero essere accettate dalle Camere). A guadagnare da questi continui cambi di casacca, come spesso succede in questi casi, non poteva che essere la forza di governo. Il saldo, tra “acquiste” e “perdite”, è di più 17 per il Partito Democratico. Non a caso, l’unico gruppo parlamentare che riesce ad attirare deputati in questo periodo. Ma c’è di più: tali cambi sono tutti avvenuti dopo l’elezione di Matteo Renzi a premier. Un effetto “calamita” che ha funzionato bene. D’altronde in Italia si sa: è sport nazionale salire sul carro dei vincitori.