Pascale a Noemi, una pizza andata di traverso

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di Sergio Patti

Una pizza ordinata a Napoli e andata di traverso a Milano. Eppure la pizzeria Fresco, in via Partenope, nel cuore del capoluogo partenopeo, è famosa per le sue specialità. Troppo famosa. E se per non correre rischi ci si arriva con i fotografi al seguito, passare inosservati è davvero impossibile. Esattamente l’obiettivo di cui si vocifera insistentemente dalle parti di Forza Italia. Al tavolo, il 3 settembre scorso, c’erano la fidanzata ufficiale di Silvio Berlusconi, Francesca Pascale e Noemi Letizia, la ragazza che nell’aprile del 2009 festeggiò i suoi diciotto anni in un locale di Casoria insieme al Cavaliere. Fu la goccia che fece traboccare il vaso, la fine del matrimonio con Veronica Lario e l’inizio del filone giornalistico e giudiziario che svelò la consuetudine delle “feste eleganti” con giovani fanciulle nelle diverse dimore dell’allora premier. Acqua passata? Forse non del tutto. Proprio mentre mezzo partito è sempre più a disagio con il cerchio magico che circonda il leader forzista, a partire proprio dalla Pascale, e parallelamente si susseguono le voci su un Berlusconi stanco di questa compagna diventata troppo invadente, la pizza con Noemi prende un sapore non all’altezza della gustosa tradizione napoletana. Anzi, sembra quasi un avvertimento a ripescare vecchie storie, a riaccendere i riflettori su vicende che hanno contribuito non poco a far finire il Cavaliere all’angolo. Se due amiche vogliono solo mangiare una pizza, possono farlo con più discrezione. Chi avvisa stampa e fotografi evidentemente cerca qualcosa di diverso: farsi vedere, accendere un faro, dire qualcosa. E ora, siccome alla Pascale si può dire di tutto tranne che faccia delle mosse senza pensare, i ragionamenti nella truppa dei parlamentari di Forza Italia si allargano a ogni genere di ipotesi. Comprese quelle che per non farci querelare non possiamo scrivere e non scriveremo, anche se è chiaro che fanno perno su cose mai dette e che potrebbero uscire. Il malessere dunque c’è, e l’idea che il capo carismatico e indiscusso del partito possa essere messo ancora una volta alle strette per vicende personali, preoccupa moltissimo.