Ancora un duro richiamo di Papa Francesco nella Santa Messa di Pasqua: “Soccorrere gli sfruttati, i migranti. E fermare il traffico d’armi”

dalla Redazione
Cronaca

Una settimana santa fatta di tanti richiami da parte di Papa Francesco. Durissimo il grido di vergogna lanciato venerdì sera al Colosseo con la Via Crucis del venerdì santo. Proseguito poi con la denuncia per tutto ciò che c’è di “disumana ingiustizia” nel corso della veglia pasquale di sabaato sera. Oggi, invece, nel giorno di Pasqua la denuncia per il divario tra ricchi e poveri.

Questa mattina in una Piazza San Pietro blindata il Papa ha pregato affinché il Signore Risorto possa guidare chi cerca la giustizia e la pace. Un duro richiamo che giunge in questi giorni caldissimi soprattutto volgendo lo sguardo ad Oriente. “Il Signore guidi e doni ai responsabili delle Nazioni il coraggio di evitare il dilagare dei conflitti e di fermare il traffico delle armi. In modo particolare”, ha detto Bergoglio, “sostenga gli sforzi di quanti si adoperano attivamente per portare sollievo e conforto alla popolazione civile in Siria, l’amata e martoriata Siria, vittima di una guerra che non cessa di seminare orrore e morte. È di ieri l’ultimo ignobile attacco ai profughi in fuga che ha provocato numerosi morti e feriti”.

C’erano oltre 60mila fedeli alla benedizione Urbi et Orbi della domenica di Pasqua e il Papa ha ricordato che “Il Signore si fa carico di quanti sono vittime di antiche e nuove schiavitù: lavori disumani, traffici illeciti, sfruttamento e discriminazione, gravi dipendenze; si fa carico dei bambini e degli adolescenti sfruttati e di chi ha il cuore ferito per le violenze che subisce entro le mura della propria casa; si fa compagno di strada dei migranti forzati, costretti a lasciare la propria terra a causa di conflitti armati, di attacchi terroristici, di carestie, di regimi oppressivi”.

Il Papa ha volto lo sguardo anche ai tanti altri conflitti che ci sono in tutto il mondo. Dalla Terra Santa per passare a Iraq, Yemen, Sudan Sud Sudan, Somalia e Repubblica Democratica del Congo. Grande attenzione anche al tema lavoro, vera mancanza in questi giorni attuali. In una lettera inviata oggi a Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, il Paa ha sottolineato lo scandaloso “divario tra poveri e ricchi”. Nella lettera si legge come “i poveri siano testimonianza della scandalosa realtà di un mondo ancora tanto segnato dal divario tra lo sterminato numero di indigenti, spesso privi dello stretto necessario, e la minuscola porzione di possidenti che detengono la massima parte della ricchezza e pretendono di determinare i destini dell’umanità. Purtroppo, a duemila anni dall’annuncio del vangelo e dopo otto secoli dalla testimonianza di Francesco, siamo di fronte a un fenomeno di ‘inequità globale’ e di ‘economia che uccide’”.