Patto civico per il cambiamento. In Umbria la partita è aperta. Parla il deputato M5S, Gallinella: “Basta propaganda. Attaccando Conte e Report Salvini la butta in caciara”

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Salvini? “La butta in caciara”. In Umbria, l’esito delle Regionali “è tutt’altro che scontato”, assicura Filippo Gallinella, presidente M5S (eletto in Umbria) della commissione Agricoltura di Montecitorio.

Di Maio, Conte, Zingaretti insieme in Umbria per spiegare la Manovra. È la prima volta che il Movimento condivide un evento elettorale con altre forze politiche: è caduto un altro tabù?
“Quando le regole d’ingaggio sono chiare e trasparenti non si ha nulla da temere. Al centro di questa competizione c’è il destino di una regione che merita risposte concrete e discontinuità, una discontinuità che grazie a noi è stata garantita già a monte, prevedendo un patto civico in virtù del quale, in caso di vittoria, le liste che sostengono Vincenzo Bianconi non potranno accampare pretese rispetto alla composizione della giunta. Quanto alla manovra, a noi interessa spiegarla ai cittadini umbri come a tutti gli italiani, anche per replicare ad alcuni attacchi strumentali dei nostri avversari politici”.

I renziani, però, si sono chiamati fuori: un modo per non mettere la faccia sulla Manovra, che hanno criticato a più riprese, e prendere le distanze dal resto della coalizione?
“Domanda da rivolgere a quelli che lei definisce i renziani. Quello che è certo è che il M5S sulla manovra e sulle misure utili ai cittadini ci mette la faccia e sta continuando a lavorare con impegno. Vuole un esempio? Secondo l’Agenzia delle Entrate chi evade più di 100mila euro rappresenta l’82,3% del denaro che manca alle casse dello Stato: questo dato basta da solo a spiegare perché abbiamo voluto fortemente introdurre il carcere per i grandi evasori. È da queste poche persone disoneste che danneggiano la stragrande maggioranza degli italiani onesti che dovremmo prendere, tutti, le distanze”.

Il Centrodestra e Salvini danno per certa la vittoria. Crede che l’esito del voto di domenica sarà così scontato?
“Evidentemente è Salvini a crederlo ma noi contiamo di smentirlo e contiamo sul fatto che i cittadini umbri dispongano di tutte le informazioni necessarie per scegliere liberamente. È quello che stiamo facendo: raccontando con trasparenza la nostra proposta per l’Umbria, a fronte di una proposta di centrodestra che su trasparenza e capacità di governo lascia molto a desiderare. Se si supera la pura propaganda e si guarda alle persone e ai valori effettivamente in campo l’esito è tutt’altro che scontato”.

A proposito di Salvini, ha messo nel mirino l’inchiesta di Report sul Rubligate ed è tornato ad attaccare Conte sul Russiagate…
“A Roma si dice che ‘la butta in caciara’, a fini di distrazione di massa. Qui siamo di fronte da una parte a un premier che con correttezza e trasparenza riferisce agli organismi deputati e ai cittadini, chiarendo ogni passaggio, dall’altra a un ex ministro che continua a sottrarsi. Non c’è partita”.

Per Salvini l’Umbria è un test nazionale. Può avere ripercussioni sul Governo Conte 2?
“L’Umbria è l’Umbria, non è un test nazionale. è importante che sia guidata da chi, a livello nazionale, ha già messo in campo politiche che hanno mostrato di poter sostenere le aspettative e le qualità di questo territorio. Potrei citarle il decreto Sisma appena approvato, che produrrà un importante svolta nella ricostruzione delle aree del cratere, le politiche per il made in Italy e l’agroalimentare, il sostegno alle imprese e tanto altro, Ma quello che conta è che con Bianconi abbiamo messo in campo una proposta coerente e una visione, in piena trasparenza. Dall’altra parte la solita poltiglia attaccata da interessi di parte: se riusciamo a far emergere questa differenza in tutta la sua evidenza, anche in questo caso non ci sarà partita”.

Il patto civico umbro è un’esperienza replicabile in altre Regioni? E a livello nazionale?
“Abbiamo sempre detto che l’Umbria è un laboratorio perché, per la prima volta, noi sperimentiamo un patto civico. È presto per andare oltre, perché ogni regione fa storia a sé.