Patto del Nazareno al bivio. Azzurri pronti a mollare. Forza Italia teme il voto anticipato in primavera. L’accordo vacilla dopo le mosse del premier per il Colle

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La giornata, e che giornata, inizia con il grido d’allarme di Raffaele Fitto. “La prima e gravissima conseguenza” delle “scelte sbagliate” di Forza Italia “sarà nella vicenda del Quirinale”. Secondo l’europarlamentare, che affida il suo sfogo al proprio blog (in perfetto stile Grillo) “Forza Italia rischia di arrivare a quell’appuntamento politico-parlamentare in una condizione di marginalità e di irrilevanza.  Il rischio, a quel punto, è che il Partito democratico cerchi di comporre in qualche modo le sue contraddizioni, eventualmente cercando, se necessario, altri interlocutori”.

LE TRATTATIVE
Una lettura dei fatti, quella dell’ex governatore della Puglia, tutt’altro che marginale. Da li a poche ore il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, vedrà a Palazzo Chigi Romano Prodi. E non certo per conversare sui vent’anni di errori, e orrori, imputati dal premier all’Ulivo. Non a caso Renato Brunetta, con la stessa irritualità fittiana, entra a gamba tesa nel dibattito, scegliendo la strada della lettera aperta al Capo. “Te lo dico con la franchezza e la lealtà che ha sempre caratterizzato il mio rapporto con te: non è roba nostra, non sono le nostre riforme. Non possiamo permetterci di tradire le nostre convinzioni, trascinati dalle minacce leonine di Renzi che predica “dopo di me, la Troika”, afferma il capogruppo dei deputati azzurri, “dovrebbe correggere: a causa mia, la Troika”. Insomma, rompiano patti e saltiamo il fossato per salvare il salvabile.

LA ROTTURA
Già, ma Silvio Berlusconi, convitato di pietra di tutti i ragionamenti, ha davvero voglia di mandare in soffitta il Nazareno per rianimare Forza Italia? I segnali lanciati nelle ultime 48 ore fanno propendere per il sì. Sia dal cerchio magico berlusconiano che dalle fila interne di Forza Italia emerge con chiarezza il fatto che Silvio si starebbe già stufato di Renzi, considerandolo “inaffidabile” dato che vuole andare al voto in primavera.

LE TRE CARTE
Il Cavaliere non si sente ancora pronto per affrontare le urne e per questa ragione prende tempo. “Sul Quirinale, il presidente Berlusconi ha espresso una posizione di buon senso”, spiega ai microfoni del Tg3, la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini, “anche l’elezione del prossimo presidente della Repubblica rientra nella logica di collaborazione tra forze politiche che stanno lavorando insieme per modernizzare il Paese. Se poi il Partito democratico non è d’accordo e pensa di voler eleggere un capo dello Stato di parte, sarebbe meglio lo dicesse apertamente ai cittadini italiani”. Con una evidente variazione sul tema sembra l’eco alle parole pronunciate da Stefano Fassina all’assemblea del Pd: “Caro Renzi se vuoi il voto dillo”. La sensazione è che tutti, Berlusconi compreso, stiano provando a stanare il premier, nella convinzione che il gioco delle tre carte favorisca solo l’inquilino di Palazzo Chigi. E siccome l’ex presidente del Consiglio di carte ne sempre meno, l’unica possibilità è la tattica della guerriglia, ache a costo di mettere a rischio tutti i piani. Tanto potrà sempre dire che è colpa del partito, che non controlla più visto che anche Denis Verdini sta per mollare la barca azzurra. O di Raffaele Fitto, che guarda già oltre Forza Italia.