Morsa feudale delle correnti Pd. Così in Calabria si è arenato tutto. Irto: “Ecco perché ho ritirato la candidatura. Deluso dal partito, con gli slogan non si va lontani”

Calabria Irto
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Non è una questione di nomi, né di Nicola Irto, ma è una questione di punti programmatici e di un impegno serio sul piano nazionale per la Calabria, la regione più difficile da amministrare”. Il day after della decisione di ritirarsi dalla candidatura a presidente della Regione Calabria per il Pd, è giorno per Nicola Irto caratterizzato soprattutto da chiamate a raffica e attestati di stima.

Il recordman di preferenze dem, nonostante i suoi solo 39 anni, si è visto, privatamente e pubblicamente, ricoperto di note stampa e messaggi di affetto da parte di personalità di spicco del Pd che gli chiedevano un dietrofront. Ma per ora Irto non cede: “Al momento la mia decisione è chiara. Non si torna indietro, ma ripeto: il punto non sono io, ma cosa vuole fare realmente il centrosinistra per la Calabria”.

Partiamo però da principio: perché questa decisione così radicale?
Quello che ho osservato nelle ultime settimane è stato un incredibile stallo politico dell’alleanza, condito da una sorta di morsa feudale delle correnti in guerra e da personalismi. Di fatto non ci sono stati passi in avanti del centrosinistra. E in questo il Pd è rimasto fermo e ingessato.

Nelle scorse settimane la sottosegretaria Dalila Nesci, del Movimento cinque stelle, aveva aperto alle primarie di coalizione. Non capita tutti i giorni sentire una tale apertura da parte dei Cinque stelle…
Certo. E non a caso io avevo aderito, avevo dato la mia disponibilità in vista di un impegno programmatico concreto per una coalizione alternativa alla destra.

E invece poi cos’è successo?
Il punto è quello: non è successo nulla. Io sono assolutamente d’accordo ad allargare la coalizione, ma in maniera sensata e sulla base di un accordo programmatico. Non si può fare uno sterile collezionismo di sigle che non serve a nulla. Altrimenti ci si ritrova nelle stesse sabbie mobili del passato, senza che alla fine i calabresi ne abbiano beneficio.

Dopo il suo dietrofront ha avuto modo di senitre il segretario del Pd, Enrico Letta?
Sì, in questi giorni l’ho sentito diverse volte e l’ho visto di persona la scorsa settimana.

È rimasto deluso dall’atteggiamento del Pd?
Beh, sono rimasto deluso dal mancato impegno sia del Pd sia del governo nazionale. Per la Calabria non occorrono solo slogan, ma un chiaro e concreto impegno sul piano nazionale.

Che mi par di capire ad oggi non c’è stato. Però ammettiamo ci dovesse essere: è ipotizzabile un suo ripensamento?
Guardi, il tema non è un mio personale ripensamento, ma l’esigenza di un impegno nazionale per la Calabria. Parliamo della regione più difficile da amministrare, il cui debito sanitario è talmente vasto che è impossibiile anche da quantificare. Qui non è una questione di un lancio di agenzia per la soluzione dei problemi, ma la necessità di passi in avanti concreti. Il centrosinistra è chiamato a una scelta, ma al di là dei personalismi e dei tatticismi.

Quale scelta?
Se vuole giocare una partita di retroguardia, o una sfida volta al futuro.

E i Cinque stelle, invece? Al di là della Nesci, non è chiaro se siano disposti ad un’alleanza strutturata col Pd o no…
Guardi, esattamente come nel resto d’Italia, i Cinque stelle continuano ad essere altalentanti. Voglio essere chiaro: io sono profondamente convinto dell’esigenza di una coalizione allargata in cui ci sia all’interno anche il Movimento. Però in modo chiaro e concreto. Finora è stato tutto confuso e incerto. Oserei dire: vuoto.

E per le altre forze politiche: c’è un confine per le alleanze oltre cui secondo lei non si può andare?
Voglio essere chiaro anche qui: non è una questione “da” questo partito “a” quest’altro. Sono i punti programmatici condivisi a stabilire il confine di un’alleanza.

Cosa crede occorra per la Calabria?
C’è necessità di una battaglia nazionale prima ancora che regionale per salvare realmente la Calabria. E questo vuol dire che i partiti a livello nazionale non possono più disinteressarsi della questione. È l’unico modo per sconfiggere una destra che in Calabria, e non solo in Calabria, si è rivelata inadatta, incompetente, dannosa.

Dall’archivio: In Calabria l’alleanza tra dem e M5S è possibile. Il candidato alla Regione, Irto: “Insieme possiamo battere le destre”.