Pd e FI inaffidabili quadripartiti

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di Gaetano Pedullà

E per fortuna (ironico) che l’accordo tra Pd e Forza Italia regge. Fino ad ora è servito a votare dopo sei mesi e solo in prima lettura la riforma del Senato. Per il resto funziona poco e la prova si è vista ieri con l’ennesima fumata nera sui giudici della Consulta. La verità è che il bipartito Renzi – Berlusconi si è trasformato ormai in un disordinato quadripartito, con le fronde del primo e del secondo che trattano e agiscono in proprio. Un altro segnale di logoramento per la maggioranza, che fino ad oggi ha potuto contare all’occorrenza sull’aiuto sotto banco dei berluscones. Se però al premier scappa un pezzo del suo stesso partito e il Cavaliere controlla sempre meno i suoi il percorso delle riforme è già finito. E senza riforme addio a ogni possibilità di far ripartire l’economia e soprattutto di impedire all’Europa di commissariarci. L’epilogo più tragico per un Paese ridotto da sovrano a suddito. A lanciare il sasso nello stagno era stato il presidente della Bce, Mario Draghi, ad agosto scorso, ipotizzando la cessione di sovranità all’Europa, in modo da far fare a Bruxelles quelle riforme che noi da soli non sappiamo varare. Renzi rispose giustamente picche. Ma L’ipotesi resta. E la Troika si avvicina.