Pellegrinaggio mortale. Sono più di 700 i morti alla Mecca. Sono rimasti schiacciati e soffocati durante la “Lapidazione del diavolo”

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Un massacro dalle dimensioni impressionanti. I dati, quelli drammatici che raccontano una strage in un luogo sacro, a La Mecca, in Arabia Saudita, parlano di oltre 700 morti e 800 feriti. Vittime soffocate e calpestate per la calca formatasi durante il pellegrinaggio musulmano annuale dell’Hajj, cui partecipano circa tre milioni di persone. L’incidente è avvenuto nella zona di Mina, che si trova a circa 15 chilometri da La Mecca, nella tendopoli dove alloggiano i pellegrini durante le celebrazioni e dove avviene il rituale che viene chiamato lapidazione de diavolo. Nel giorno in cui i musulmani in tutto il mondo celebrano Aid al-Adha, la Festa del sacrificio, i pellegrini, vestiti con l’Ihram, la tradizionale veste bianca, lanciano sassolini contro tre steli che rappresentano il demonio, proprio come fece Maometto 1400 anni fa.

IL COPIONE
Durante il rito si registra sempre un grande affollamento intorno alle tre steli e quasi ogni anno sono decine le persone che perdono la vita per la calca o per malori vari in questa fase.Un copione che, puntuale, si è ripetuto anche quest’anno. E pensare che per evitare ulteriori tragedie, dopo quella del crollo di una gru sulla moschea della Mecca avvenuto due settimane fa che ha provocato la morte di 108 persone, le autorità saudite avevano rafforzato le misure di sicurezza dispiegando 100mila agenti per seguire i riti del pellegrinaggio, ma questo accorgimento non ha impedito il peggio. La tragedia è avvenuta quando i fedeli si dirigevano dai loro accampamenti verso il luogo in cui ieri dovevano compiere il rituale. I pellegrini erano tornati dalla vicina zona di Muzdalifa, dove avevano trascorso la notte e avevano raccolto i sassi da lanciare contro le colonne di Satana. Secondo il ministro saudita della Salute, Khaled al-Faleh, la tragedia è avvenuta perché i pellegrini tendono a ignorare le istruzioni fornite dai responsabili dell’organizzazione della Festa del Sacrificio. “Molti pellegrini si mettono in movimento senza rispettare gli orari fissati da chi gestisce i riti”, ha aggiunto. Ma il principe della corona saudita, Mohammed bin Nayef, capo del Consiglio supremo dell’Hajj, vuole vederci chiaro. E ha ordinato la formazione di una commissione d’inchiesta per fare chiarezza sull’incidente. Un incidente, in realtà che si ripete con frequenza.

LE TRAGEDIE
Infatti le resse, durante le concitate fasi della cerimonia, non sono rare. Tra i precedenti più gravi, l’incidente avvenuto nel gennaio 2006 quando nella calca rimasero schiacciati 364 fedeli. Altri 244 pellegrini erano morti nel 2004, 180 nel 1998, sempre per colpa della alca, e 340 nel 199, questa volta in un incendio, poi altre 270 nel 1994. Ma l’incidente più grave risale al 1990, quando 1426 pellegrini morirono per la calca in un tunnel che portava ai luoghi sacri de La Mecca. Insomma, una vera e propria strage. Con l’identico copione.