Non solo il superamento della Fornero promesso dalle destre è, nei fatti, scomparso. Ma l’inasprimento delle regole per lasciare prima il lavoro è tutto nei numeri e la situazione peggiorerà ancora con l’ulteriore stretta introdotta per quest’anno dall’ultima Manovra. Intanto il Monitoraggio Inps sui flussi di pensionamento evidenzia già da ora un crollo delle domande di pensioni anticipate, ma anche un altro dato: a essere più penalizzate sono le donne. Innanzitutto con il crollo delle domande per accedere all’Opzione donna dopo la stretta dei requisiti introdotta dal governo Meloni. E poi per le disparità salariali che comportano assegni nettamente inferiori per le ex lavoratrici rispetto ai loro colleghi maschi.
Pensioni anticipate, la propaganda delle destre in fumo
Così la propaganda di Matteo Salvini, che prometteva l’abolizione della legge Fornero, si infrange contro i numeri, che mostrano come il governo abbia fatto l’esatto opposto, rendendo quasi impossibile l’uscita anticipata dal lavoro. Nel 2025 le pensioni anticipate liquidate dall’Inps, dopo la stretta sul sistema delle Quote, sono state 202.708, in calo del 9,93% rispetto a quelle dell’anno precedente. Sono leggermente diminuite anche le pensioni di vecchiaia: sono state 267.332, ovvero il 3,35% in meno del 2024.
L’importo medio delle pensioni erogate è stato di 1.229 euro al mese. Il calo più marcato è quello relativo a Opzione donna, la misura che permette alle lavoratrici di andare in pensione in anticipo, anche se con i nuovi criteri molto stringenti introdotti da questo governo. Lo scorso anno, le adesioni sono state 2.147: una flessione del 40,5% rispetto all’anno precedente. Dati che risentono, quindi, delle ultime strette introdotte dal governo, che hanno già di fatto quasi azzerato la misura. Ma per le donne il problema è anche più ampio: nel 2025 l’importo medio delle nuove pensioni liquidate alle ex lavoratrici è stato di 1.056 euro, una cifra inferiore del 26,51% rispetto agli importi degli uomini (1.437 euro). Un dato che risente della durata delle carriere, più lunghe per gli uomini, ma anche degli importi degli stipendi e del più basso tasso di occupazione femminile.