Perugia, il Comune fa i saldi. L’Arci subaffitta e si arricchisce

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Fabrizio di Ernesto

Tutti gli anni il Comune di Perugia per andare incontro alle esigenze dei cittadini decide di aprire la terrazza del mercato coperto per tutta una serie di iniziative dando però il sito in affitto. Dal 1998 ad oggi il canone lo ha sempre pagato l’Arci locale, che per un periodo che va da giugno a settembre non si è mai svenata, visto che per la terrazza rialzata in pieno centro storico versa 800 euro mensili. Per carità nulla di male, se non fosse che poi la società ricreativa ha affidato nel 2012 con tanto di contratto il servizio bar a una società privata che ha sborsato ben 25mila euro.

Affidamento diretto
Come detto sopra sono ben 15 anni che l’Arci ottiene un appalto per il quale non c’è nessuna gara visto che dalla fine degli anni ’90 questo è stato sempre rinnovato per affidamento diretto in virtù di una convenzione firmata all’epoca da Renato Locci, in quei tempi presidente dell’Arci ed in seguito divenuto sindaco della città umbra; determine del Comune poi impediscono l’istituzione di una nuova gara perché da tempo i lavori di ristrutturazione del mercato coperto, che renderanno inagibile una parte della terrazza, vengono dati per imminenti anche se in questo momento il progetto Nova Oberdan, ovvero il restyling del sito, non rientra più tra i piani di Palazzo dei Priori e quindi tutto ciò che riguarda il rifacimento del palazzo è fermo al palo. Conti alla mano quindi si vede bene come nel corso di questi anni il Comune abbia rinunciato ad incassare somme molto ingenti che avrebbero fatto comodo alle casse locali.

La denuncia Pdl
Il centrodestra, che in città è all’opposizione, sta ora cavalcando questa vicenda in vista delle elezioni comunali del prossimo anno, tanto che il coordinatore Massimo Monni e il capogruppo Rocco Valentino hanno annunciato la volontà di monitorare tutti gli atti relativi alla gestione e affidamento dei beni comunali, di cui la terrazza temono sia solo la punta dell’iceberg, per poi consegnare tutte le carte alla Corte dei conti per verificare eventuali danni erariali alle casse comunali.