Pestaggio Gugliotta, agenti condannati a cinque anni per un verbale falso. Riportarono dati fittizi sugli scontri per la finale di Coppa Italia – GUARDA IL VIDEO

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Calunnia e falso. Con queste accuse quattro agenti di Polizia sono stati condannati a cinque anni di reclusione per aver redatto un verbale falso finalizzato a coprire il pestaggio di Stefano Gugliotta. Si tratta dei poliziotti Guido Faggiani, Adriano Cramerotti, Andrea Serrao e Roberto Marinelli. Per loro scatta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la condanna a un risarcimento di 100 mila euro. Il fatto contestato risale esattamente a cinque anni fa. Il ragazzo fu pestato a Roma nella notte del 5 maggio 2010, al termine della partita di calcio tra Roma e Inter (finale di Coppa Italia vinta dai nerazzurri). Per quel pestaggio, probabilmente scambiato per uno dei ragazzi protagonisti degli scontri di quella sera, gli agenti sono stati condannati a quattro anni di reclusione insieme ai colleghi Leonardo Mascia, Fabrizio Cola, Leonardo Vianelli, Rossano Bagialemani e Michele Costanzo.

È stato possibile fare chiarezza sull’accaduto anche grazie a un residente della zona dove è avvenuto il pestaggio che ha ripreso la scena con un telefonino dopo essersi affacciato alla finestra di casa. Gugliotta, secondo la ricostruzione della Procura di Roma, fu bloccato in viale Pinturicchio (zona molto lontana dallo stadio Olimpico teatro degli scontri tra tifosi e poliziotti) a bordo di un motorino su cui viaggiava insieme ad un amico; il ragazzo fu colpito prima da un pugno di un agente e poi malmenato con manganellate e calcioni dagli altri otto poliziotti che poi lo arrestarono. Apparentemente senza alcun motivo. E Gugliotta dovette restare in carcere anche per una settimana fino a che il giudice per le indagini preliminari, non ravvisando le esigenze cautelari, ne decretò la scarcerazione.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA