Piagnisteo napoletano. Il titolo di Libero non è affatto piaciuto ad alcuni edicolanti che hanno deciso di non vendere il quotidiano

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Napoli contro il quotidiano diretto da Vittorio Feltri che giovedì ha titolato in apertura: “Piagnisteo napoletano”. Il giornale ha messo nello stesso piatto lo scandalo assenteisti all’ospedale Loreto Mare, il pasticcio delle tessere Pd e la sconfitta della squadra allenata da Sarri contro la Juventus. Una macedonia impazzita secondo i napoletani. E così alcuni edicolanti hanno deciso di non vendere il giornale per quella giornata. Censura? No, per carità hanno chiarito gli edicolanti che hanno parlato soltanto di una forma di protesta per rispetto di tutta la città.

Particolare risalto ha destato l’iniziativa di non vendere Libero da parte di Fabio Gargiulo edicolante di piazza Medaglie d’oro, ripresa anche da un video sul quotidiano Il Mattino. Ma simile iniziativa pare sia stata adottata anche da altri suoi colleghi. Oggi Libero, quasi a scusarsi, si dice dispiaciuto e scrive: “Non si comprende quanto noi siamo dalla parte dei napoletani come loro. Quelli, come spiega Gargiulo al Mattino , che si svegliano presto e si danno da fare, prendendosi addirittura cura dello spazio pubblico attorno alla loro attività. Purtroppo c’è anche un’altra Napoli e lo sanno anche loro. Per superarla bisogna occuparsi dei problemi, non tacerli. E questo voleva essere il contributo polemico del nostro giornale”.

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