Un piano italiano per gli afghani. Di Maio prova a fare di più. Il titolare della Farnesina: l’Italia sia protagonista. Nuova spinta per il G20 e oggi arriva a Roma Lavrov

Afghanistan Di Maio
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Spinge il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, e con lui il premier, su un G20 straordinario sull’Afghanistan con il coinvolgimento di Cina e Russia, ma anche di Paesi come Arabia Saudita, Turchia e India. L’Italia ritiene che sia cruciale invitare la Russia ad affrontare le crisi globali e regionali, ha detto alla Tass il ministro degli Esteri italiano che oggi vedrà il suo omologo russo Sergey Lavrov, che arriverà a Roma per una visita di lavoro.

E nel corso del Consiglio dei ministri Di Maio e il collega alla Difesa, Lorenzo Guerini, tengono un’ampia informativa sulla crisi afghana. Il titolare della Farnesina annuncia che è in dirittura di arrivo un “piano italiano per il popolo afghano”. L’obiettivo è duplice: non abbandonare la popolazione al termine della fase dell’emergenza e mantenere, per l’Italia, un ruolo da protagonista, “di primo piano”, sulla crisi.

Il piano si sviluppa in 5 filoni e, per la sua gestione, sarà prevista una cabina di regia interministeriale ad hoc e saranno coinvolti anche gli enti locali. Oltre alla possibilità di allungare il periodo per le evacuazioni oltre il 31 agosto, il piano prevede iniziative per i diritti umani – con particolare attenzione alle donne – ma anche progetti per la formazione dei giovani afghani in arrivo in Italia. E ancora: iniziative umanitarie e della cooperazione allo sviluppo e quelle politico-diplomatiche.

Intanto al Parlamento europeo il M5S si fa promotore di un’iniziativa politica che viene messa nero su bianco in una lettera inviata alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, all’Alto Rappresentante Josep Borrell e alla Commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson. La richiesta è attivare immediatamente i corridoi umanitari usando la direttiva Ue per la protezione temporanea del 2001.

Primi firmatari della lettera, sottoscritta da 76 eurodeputati, sono i pentastellati Fabio Massimo Castaldo e Laura Ferrara. La direttiva 2001/55 è “la giusta base legislativa sulla quale organizzare i programmi nazionali di protezione per i rifugiati afghani e va applicata senza indugio”, sostiene il vice presidente del Parlamento europeo, Castaldo.

LA DIRETTIVA C’È. A La Notizia Ferrara spiega che “la forma di protezione temporanea e immediata prevista dalla direttiva potrebbe essere uno strumento rapido ed utile per affrontare afflussi massicci nell’Ue di cittadini afghani, in quanto si applica a interi gruppi di persone e soprattutto quando esiste il rischio che un sistema nazionale di asilo faccia fatica a far fronte alle domande in caso subisca una forte pressione”.

Lo strumento, spiega, nacque a seguito dei conflitti nell’ex Jugoslavia “e le disposizioni in essa contenute promuovono sostanzialmente solidarietà e condivisione degli oneri tra gli Stati membri per quanto riguarda l’accoglienza e il riconoscimento di diritti di un gran numero di potenziali rifugiati. Questi aspetti, com’è noto, sono sempre stati molto divisivi nonostante vi sia l’esigenza di avere nell’Ue posizioni comuni per affrontare le sfide odierne della crisi afghana”.

Insomma, sebbene la direttiva sia stata recepita a suo tempo da tutti gli Stati, esiste il rischio che al momento di renderla operativa alcuni Paesi si mettano di traverso. “All’interno del Consiglio, che rappresenta la voce dei singoli Governi, è notoria la riottosità di alcuni Stati membri quando si tratta di declinare in azioni concrete i principi della solidarietà o la condivisione di responsabilità in materia di asilo e migrazione”, spiega Ferrara.

Ma i pentastellati sono fiduciosi. L’ampia adesione di europarlamentari all’iniziativa politica dei pentastellati, spiega Castaldo, “dimostra che al Parlamento europeo è possibile arrivare a una chiara e forte maggioranza in favore dei corridoi umanitari. Il Parlamento è pronto a fare la sua parte mettendo al centro solidarietà e responsabilità già a partire dalla prossima plenaria di settembre. L’atteggiamento di chiusura di alcuni Paesi membri non rappresenta la posizione ufficiale delle istituzioni europee e – siamo certi – è minoranza in Consiglio.

L’Ue, assieme ai suoi partner e alleati storici come Usa, Canada e Gran Bretagna, ha enormi responsabilità verso i cittadini afghani”. Infine una curiosità. Anzi due. A scorrere l’elenco dei firmatari della lettera si leggono i nomi dell’europarlamentare della Lega Anna Cinzia Bonfrisco e quello di Othmar Karas, membro del partito popolare austriaco. Due firme che suonano come una smentita di tanta vecchia propaganda salviniana.