Piano rifiuti, la Raggi mette sotto accusa la Regione. Per la sindaca di Roma il caos in città è stato montato ad arte. L’Ama chiedeva spazi sempre negati dalla Pisana

VIRGINIA RAGGI
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Di passare per colei che ha causato l’emergenza rifiuti nella Capitale come sostengono le opposizioni, Virginia Raggi non ne vuole sapere. Così, nel tentativo di mettere a tacere le critiche, la sindaca è intervenuta su Twitch spiegando che ci sono stati “dei problemi a seguito della chiusura della discarica di Malagrotta” in quanto “dal 1997 al 2013 non si è fatto nulla per trovare un’alternativa e quando la discarica è stata chiusa, Roma si è trovata senza sbocchi per lo smaltimento dei rifiuti”.

Così “siamo stati costretti ad andare fuori dal Lazio pagando tariffe alte” in quanto “la competenza a trovare i siti per lo smaltimento non è di Roma Capitale” inoltre già nel 2013 la Regione avrebbe dovuto preparare “un nuovo piano” per l’immondizia che tenesse conto della chiusura del maxi impianto di Malagrotta.

Invece, racconta la prima cittadina, “siamo andati avanti con il piano, inadeguato, della Polverini del 2012”. Una serie di vicende per le quali la Raggi, senza peli sulla lingua, parla di “un’emergenza pilotata” sottolineando anche che “Ama è sempre stata in affanno e chiedeva spazi che la Regione Lazio non ha mai trovato”.

Tuttavia nonostante le difficoltà, prosegue la sindaca, la Capitale è riuscita a gestire il problema riportando la situazione alla normalità. Non solo. L’Amministrazione, come riferisce la grillina, “già nei prossimi giorni” approverà i bilanci di Ama che sono stati corretti in quanto erano state rivelate presunte irregolarità che sono state già segnalate alla Procura di Roma.

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