All’indomani del caso aperto dall’intervista rilasciata al sito Money.it dalla giornalista Claudia Conte che ha rivelato una loro relazione, non c’è nessun cambio di agenda per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: ieri era regolarmente al lavoro. Dal Viminale un ‘no comment’ assoluto sulla vicenda. Intanto Piantedosi ha già dato mandato a un legale. La linea è che dal ministro non ci sono mai stati favoritismi, incarichi, favori o interessamenti nei confronti di nessuno e chi sostiene il contrario ne risponderà nelle sedi competenti.
Dopo la solidarietà della Lega arriva quella di Fratelli d’Italia
La Conte intanto torna a essere presente sui social ma senza alcun riferimento alla vicenda. Su Instagram ha infatti postato un video dedicato alla giornata mondiale dell’autismo dopo aver fatto visita a Pizza Aut. A caldo gli unici a diffondere una nota erano stati i leghisti. “La Lega conferma totale stima e amicizia nei confronti di Matteo Piantedosi. Come ribadito nei giorni scorsi, la Lega non chiede e non ha chiesto modifiche alla squadra di governo. Chi attribuisce alla Lega la volontà di un rimpasto sostiene una menzogna”, si legge in una nota del Carroccio.
Ieri mattina è arrivata la solidarietà al ministro dal partito di Giorgia Meloni. “Fratelli d’Italia rinnova la piena fiducia al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per l’ottimo lavoro svolto in questi anni alla guida del ministero nel contrasto all’immigrazione clandestina di massa, alla criminalità e nel rafforzamento della sicurezza degli italiani”, hanno dichiarato i capigruppo FdI alla Camera e al Senato Galeazzo Bignami e Lucio Malan.
“Io sono una grandissima tifosa del ministro Piantedosi, uno dei più bravi ministri di questo governo, uno dei migliori ministri dell’Interno che l’Italia abbia mai avuto”, ha affermato la sottosegretaria di Forza Italia Matilde Siracusano. Ma la linea rimane nel governo improntata alla cautela anche se al momento nulla sembra lasciar pensare a un nuovo caso Sangiuliano-Boccia.
Le opposizioni: chiarimenti sugli incarichi pubblici che ha avuto la signora Conte
Le opposizioni non calcano la mano, ma i pochi che parlano accendono un faro sulla vicenda. “Ho presentato un’interrogazione parlamentare alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il ministro Piantedosi non può rispondere in quanto direttamente coinvolto. Chiedo di sapere quanti siano gli incarichi, in varie forme, conferiti a Claudia Conte nella pubblica amministrazione e in Rai e sulla base di quali criteri e competenze siano stati assegnati”, afferma il deputato di Avs Angelo Bonelli.
“Non bastano le voci filtrate da Palazzo Chigi né le uscite dei partiti di maggioranza: serve un chiarimento da parte del ministro Piantedosi, la cui trasparenza è parte integrante della sua funzione. Il suo ruolo di ministro dell’Interno richiede comportamenti specchiati, senza limitazioni legate a questioni personali o rischi di ricatto”, ha incalzato la deputata Pd Debora Serracchiani. E intanto i componenti dem nella commissione di Vigilanza Rai chiedono all’azienda di fare piena chiarezza sui dettagli delle collaborazioni e dei contratti con la signora Conte.
Fatto di cronaca rosa o politico?
“Se sono state date consulenze, come per il caso Boccia, qui non è per niente un fatto di cronaca rosa, è un fatto politico. Bisogna capire se sono state date consulenze a una persona che aveva una relazione con il ministro dell’Interno. Qui si parla di soldi pubblici e di incarichi che non possono essere legati a una vicinanza”, ha detto Francesco Silvestri, deputato M5S. E il presidente del M5S Giuseppe Conte parla di un “fuoco incrociato amico” nella maggioranza e il segretario di +Europa, Riccardo Magi di “un trappolone” teso dal “principale partito di maggioranza”.
La replica della redazione di Money.it: Conte ci è stata presentata da un intermediario
“Claudia Conte ci è stata presentata da una persona intermediaria, la quale ci ha anche detto che avrebbe potuto rispondere alla domanda sulle voci che già circolavano sul web su di lei da tempo, potendo confermare la sua relazione con il ministro in quanto – ci aveva assicurato – lui era separato. Ovviamente teniamo riservata l’identità di questa fonte, che non è un politico. Non conoscevamo prima Claudia Conte e non c’è stata alcuna malafede da parte nostra. Quel che è certo è che non c’è stata alcuna regìa da parte nostra, ma abbiamo fatto solo il nostro lavoro di giornalisti, al di fuori di qualsiasi logica opaca. Certo, dopo quello che è successo ci poniamo degli interrogativi se ci sia stato o meno un tentativo di manipolazione”. Così all’Ansa la redazione del podcast Money Talks. In serata a chi chiede conto delle sue consulenze replica Conte: “Al momento preferisco il silenzio, ricordo solo le mie competenze professionali di circa dieci anni”.