Il video di Piazzapulita sugli operatori no-vax di Fiano Romano costretti a vaccinarsi

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Un servizio di Luca Bertazzoni per Piazzapulita racconta come hanno preso gli operatori sanitari no-vax di Fiano Romano l’obbligo introdotto dal decreto legge 1 aprile n. 44 del governo Draghi.

Il video di Piazzapulita sugli operatori no-vax di Fiano Romano costretti a vaccinarsi

Il servizio di Piazzapulita ricorda che a gennaio i dipendenti della Casa di riposo e riabilitazione di Fiano Romano si sono rifiutati in blocco di ricevere il vaccino anti Covid. A due mesi di distanza, il peggio è successo: la maggior parte degli anziani ospiti si è infettata. Per fortuna, almeno loro le dosi le avevano accettate. Anche nella RSA di Bagno di Romagna, dove La7 era già stata a gennaio, alcuni operatori continuano a rifiutarsi. Alla vigilia del decreto che rende obbligatorio il vaccino per il personale sanitario, Bertazzoni è tornato a sentire cosa ne pensano. Il problema, spiega il sindaco Marco Baccini, è che “se occorre sostituire chi non si vaccina e nel frattempo mantenere questi dipendenti in carico, c’è un raddoppio dei costi: circa 200mila euro, per un comune di 5800 abitanti è insostenibile”.

Intanto Barbara Cittadini, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop), dice che l’obbligo di vaccino per il personale sanitario è la scelta giusta per uscire dall’emergenza: “L’obiettivo comune e condiviso è quello di accelerare la campagna vaccinale per immunizzare il Paese e avviare prima possibile la ripresa economica e sociale. In questa prospettiva, come Aiop, in quanto componente di diritto privato del Servizio sanitario nazionale, siamo già da tempo a disposizione del governo con le nostre strutture associate, 72mila unita’ del personale, tra le quali 12mila medici, 28mila infermieri e tecnici e 32mila operatori di supporto, in un’ottica di collaborazione sinergica con il settore pubblico”.

Secondo Cittadini “e’ fondamentale garantire la sicurezza nelle strutture sanitarie e la tutela di medici, infermieri, operatori sociosanitari, dipendenti di Rsa e di studi privati, perche’ bisogna assolutamente evitare il rischio della diffusione del virus sul luogo di lavoro, dove il contagio potrebbe estendersi, anche, ai degenti, ai colleghi ed alle loro famiglie. Il mio auspicio- conclude- è che si possa finalmente procedere tutti insieme e velocemente in una campagna vaccinale rapida, attenta alle esigenze dei piu’ deboli, organizzata ed efficace”.