Piglio e Porto a casa. Da Delrio a Galletti, nuova infornata di poltrone per i soliti inamovibili

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Un Porto è per sempre, soprattutto se tra un incarico è l’altro c’è stato un passaggio in Parlamento. In questi giorni le Commissioni trasporti di Camera e Senato stanno sfornando tutta una serie di pareri favorevoli sulle nomine governative al vertice delle nuovissime Autorità portuali. Naturalmente il pallino delle operazioni è in mano al ministro delle infrastrutture, Graziano Delrio, anche se nelle scelte degli uomini da piazzare finiscono per mettere bocca anche  gli enti locali, soprattutto le Regioni. Ad ogni buon conto l’ultima nomina ad aver ricevuto il via libera parlamentare è stata quella di Massimo Deiana, ex assessore della Regione Sardegna nella giunta Pigliaru (area Pd), che adesso può sistemarsi al vertice dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna (nella nuova geografia riunisce le competenze su Cagliari e Olbia).

I casi – Ma se si deve parlare di inamovibili uno di protagonisti indiscussi è Pasqualino Monti, appena nominato presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, che coordina Palermo e Trapani. Gli esperti del settore non possono non ricordare che Monti, dopo essere stato assessore al Comune di Civitavecchia, è stato per una vita presidente del Porto della stessa città costiera laziale, adesso confluita nella nuova Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro settentrionale, attualmente guidata dall’avvocato Francesco Maria di Majo. E che dire di Andrea Annunziata? In tempi recenti è riuscito a strappare la nomina a capo dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale (Catania e Augusta). Ma Annunziata, già deputato della Margherita, poi passato al Pd, per ben 8 anni è stato presidente del Porto di Salerno. Un altro esempio, quindi, di come per certi profili le capacità di ricollocazione sono davvero impressionanti. Non che la musica cambi molto se si va a curiosare tra le nomine arrivate in questi giorni in Parlamento a proposito degli Enti Parco. Qui la materia è di competenza del ministro casiniano Gianluca Galletti. Ebbene, qualche giorno fa le commissioni parlamentari hanno dato parere favorevole alla nomina di Fausto Giovanelli al vertice del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. Peccato che Giovanelli stia lì da una vita, forse anche aiutato dal fatto che dal 1992 al 2006 si è fatto la bellezza di quattro legislature in Parlamento nelle file del Pds poi diventato Ds.

Dispetti – E non sono mancati episodi che sembrano rientrare nello schema classico dei dispetti tra partiti. Si indicazione del presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, sul tavolo di Galletti era giunto il nome dell’avvocato siciliano Antonino Caleca, che il Governatore avrebbe voluto vedere al vertice del nuovo Parco nazionale dell’isola di Pantelleria. Dopo due mesi dall’indicazione, però, a quanto pare dal ministero non è giunta nessuna conferma sul nome. Ragion per cui Caleca, a dir poco polemicamente, ha deciso di ritirare la sua candidatura, esattamente come oggi appare sul sito internet della Camera.