Luca Pirondini, lei oggi è Capogruppo al Senato per il M5S e, proprio a Palazzo Madama (Commissione Esteri), passava qualche settimana fa la mozione bipartisan sull’Iran con l’astensione della sua forza politica. L’intento era quello di scongiurare un intervento armato unilaterale a discapito dell’autodeterminazione del popolo iraniano. Alla luce di quanto sta accadendo in queste ore in Iran, come legge oggi quel passaggio politico?
“Quel passaggio dimostra che allora come oggi la nostra posizione è semplice nella sua coerenza. Si può essere contro un regime odioso come il quello iraniano e, allo stesso tempo, contro un intervento militare ingiustificato e pericoloso, che viola il diritto internazionale”.
Trump ha stilato la lista dei “buoni” e dei “cattivi” d’Europa, tra i primi la Germania mentre tra i secondi la Spagna. Le affermazioni del tycoon sono emblema della sua forza presidenziale, o simbolo della debolezza europea? E l’Italia che ruolo gioca in questa partita internazionale?
“Sono il simbolo della debolezza europea e dell’arroganza di Donald Trump. Pedro Sanchez ha semplicemente fatto gli interessi del suo Paese e del suo popolo. Ha dimostrato con i fatti che c’è una differenza enorme tra governare e limitarsi a obbedire. In questo dà una lezione a Giorgia Meloni, che non è riuscita a condannare un’operazione le cui conseguenze, in termini economici, ricadono tutte sulle tasche degli italiani”.
Della missione a Dubai “un po’privata e un po’ no” del Ministro Crosetto a ridosso dello scoppio della guerra in Iran, cosa ci dice?
“Ci sarebbe molto da dire. Crosetto è andato in ferie a Dubai pare senza avvisare i servizi, pensando che l’attacco sarebbe comunque avvenuto da lì a pochi giorni, mettendo a rischio non tanto la sua persona ma l’istituzione che dirige. È incredibile che non senta un moto di dignità e non rassegni le sue dimissioni”.
Lo scenario internazionale si ripercuote inevitabilmente sull’economia e su quelle fasce della società più vulnerabili, generando una impennata dei costi dell’energia che condiziona anche le imprese. Basterà il decreto bollette varato dal governo lo scorso Febbraio?
“Figuriamoci. Già di suo quel decreto era un pannicello caldo, per usare un eufemismo. Adesso diventa totalmente inutile. Farebbe bene il governo a rivederlo integralmente, perché veniamo già da anni terribili con l’aumento dei costi di bollette, carburante e carrello spesa. Se davvero si arrivasse ad aumenti monstre come quelli calcolati da alcuni analisti, che parlano addirittura di 600 euro in più a famiglia, sarebbe una stangata insostenibile. Purtroppo Giorgia Meloni ha dimostrato in questi 4 anni tutta la sua inadeguatezza sul fronte economico”.
Intanto, la campagna referendaria continua con dei toni sempre più accesi. Ci dica “perché no” il 22 e 23 Marzo.
“Meloni e Nordio puntano a disarticolare la magistratura e a metterla sotto la politica. Vogliono realizzare il piano di Licio Gelli, come ha detto suo figlio, e il sogno di Silvio berlusconi, che definiva la magistratura “un cancro”. Dobbiamo scegliere se difendere la nostra democrazia custodita dalla Costituzione o metterci nelle mani di uno come Carlo Nordio, che si permette di attaccare in un atto ufficiale campioni dell’antimafia come Roberto Scarpinato e Federico Cafiero De Raho, che hanno speso la loro vita nella lotta alle mafie. Invito tutti a conoscere meglio le ragioni del NO andando a teatro a vedere Roberto Scarpinato questa sera a Roma e il prossimo 15 marzo a Genova”.