Pistoia, la Provincia si tiene la villa dei bambini

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di Nicoletta Appignani

Ben 28 anni a vagare per i tribunali discutendo di un’eredità. Una villa circondata da un parco immenso. Un patrimonio da decine di milioni di euro. Con delle premesse del genere ci si aspetterebbe la solita lite tra parenti per la spartizione dei beni, ma questa volta la storia è diversa: la diatriba riguarda la volontà che un testamento venga rispettato. E a non averlo fatto, niente di meno che la Provincia di Pistoia.
È una battaglia legale che attraversa generazioni e generazioni, quella finita sul tavolo dei giudici della Corte di Appello di Firenze, che solo formalmente inizia nel lontano 1985, ma che in realtà prende le mosse da molto prima. Alla base di tutto la generosità di un’anziana signora, desiderosa solamente di fare del bene al suo prossimo.

80 anni fa
Eletta Pucci, vedova del ricco armatore greco Luigi Ankuri, muore all’inizio anni Trenta. Non ha eredi diretti, perché l’unica figlia è deceduta a soli 2 anni a causa di una grave malattia. Ed è proprio questo episodio il motivo per il quale la donna decide di lasciare tutti i suoi possedimenti all’amministrazione provinciale, in modo che possano essere utilizzati per scopi benefici. L’eredità è di valore inestimabile: 150 proprietà tra cascine e fattorie, 50 chilometri quadrati di terreni e, soprattutto, la principesca villa Belvedere. La nobildonna, nelle pagine di testamento che scrive di suo pugno, specifica che la tenuta deve essere trasformata in un “convalescenziario” o utilizzata per altri scopi analoghi, proibendo l’affitto e la destinazione ad altri scopi diversi. Pena l’annullamento del testamento. Per questo sull’ingresso della villa, fa anche sistemare una targa in marmo: “convalescenziario villa Ankuri Pucci”. Un ospedale, insomma, dove potranno essere curati i bambini e che potrà essere mantenuto tramite le altre proprietà.
Ma già negli anni trenta gli eredi sono costretti a scontrarsi con l’amministrazione, cercando di far rispettare le volontà della signora. Una prima causa contro la provincia di Pistoia viene vinta infatti già in quell’epoca. Ma gli anni passano e, si sa, le buone intenzioni vengono presto dimenticate.

Un quarto di secolo in tribunale
La Provincia di Pistoia, una volta entrata in possesso di tutto, ne fa un uso completamente diverso. Molte delle proprietà vengono vendute o affittate. La targa di fronte alla villa viene immediatamente rimossa. E al suo interno, negli anni, i locali iniziano ad essere utilizzati in svariati modi, fino ad arrivare allo stato attuale: gli uffici dello zoo di Pistola, quelli della usl, la mensa degli asili. Il parco invece viene completamente abbandonato per anni e in una porzione iniziano a sorgere nuove strutture.
Ma nulla che abbia lontanamente a che fare con la beneficenza o con la cura dei bambini. Per questo i nipoti di Eletta Pucci negli anni ’70 iniziano a far di nuovo presente il problema, senza però mai ricevere un minimo riscontro.
“I primi ad occuparsene furono i miei zii. Poi mia madre fece promettere a me e mia sorella che avremmo proseguito”, racconta Maria Gabriella Terzani, che oggi ha 71 anni.
E si arriva così al lontano 1985. Al governo c’è Bettino Craxi, a Beirut infuria la guerra e a Fiumicino viene compiuto un attentato che resterà nella storia. La crisi monetaria colpisce il nostro paese e un dollaro costa 2200 lire. Questo giusto per dare la misura di quanto tempo sia passato e quanta acqua sotto i ponti. Eppure già all’epoca c’è un giudice che inizia ad occuparsi dell’eredità della vedova Pucci. Ventotto anni di processi, un tipico esempio della celerità che notoriamente contraddistingue la giustizia italiana.
“Non vogliamo un centesimo di quelle proprietà, ma soltanto che il testamento venga rispettato. Il danno non l’hanno procurato a noi ma a tutto il territorio”, conclude la signora Terzani.
Una battaglia sofferta e lunghissima, nella quale la speranza si è accesa solo l’anno scorso, dopo due gradi di giudizio. Infatti la Corte di Cassazione ha riaperto il procedimento, ora in corso alla Corte di Appello di Firenze.
“I procedimenti hanno avuto un costo molto elevato per la famiglia – commenta l’avvocato Claudio De Filippi – ma sono determinati ad ottenere giustizia”. La prossima udienza è fissata a novembre e nel frattempo, alla contesa, si sono aggiunti anche i nipoti della signora Terzani.
Una lotta che ha già coinvolto molte generazioni, quella fra l’amministrazione provinciale di Pistoia e gli eredi della vedova Pucci. Che si spera possa concludersi alla prossima tappa in appello a firenze.