Pittelli di nuovo in carcere. L’avvocato ed ex senatore di Forza Italia aiutava il clan Piromalli a gestire i traffici illeciti di rifiuti

GIANCARLO PITTELLI
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C’è anche l’avvocato ed ex senatore di Forza Italia, Giancarlo Pittelli, tra gli arrestati dai carabinieri nell’operazione “Mala Pigna” che ha portato all’emissione di 29 misure cautelari in diverse regioni con l’accusa a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico illecito di rifiuti e altri reati ambientali. Secondo quanto emerso dalle indagini, Pittelli – legale di fiducia della cosca dei Piromalli – “veicolava informazioni dall’interno all’esterno del carcere tra i capi della cosca Piromalli”, in particolare Giuseppe Piromalli, detto Facciazza e il figlio Antonio, entrambi al 41 bis, e Rocco Delfino, ritenuto “soggetto di estrema fiducia per i Piromalli in quanto elemento di vertice della stessa cosca”.

Inoltre, sempre secondo la Procura di Reggio Calabria, Pittelli si sarebbe attivato a favore di Delfino “nelle vicende giudiziarie riguardanti la revisione del procedimento di prevenzione nei confronti della società in confisca Delfino s.r.l., pendente dinanzi al Tribunale di Catanzaro Sezione Misure di Prevenzione, con l’intento di ‘influire’ sulle determinazioni del presidente del Collegio al fine di ottenere la revoca del sequestro di prevenzione, nonché con una serie di ulteriori condotte che esulavano dal mandato difensivo”. Per Pittelli, così come per altri 8 indagati, è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere.

Per un procedimento amministrativo davanti al Consiglio di Stato, Rocco Delfino, voleva arrivare all’ex ministro degli Esteri Franco Frattini. Quest’ultimo, oggi presidente aggiunto del Consiglio di Stato, è completamente estraneo all’indagine e i pm della Procura sottolineano la sua “inconsapevolezza”. Il nome di Frattini compare in un’intercettazione registrata dai carabinieri durante un pranzo tra Rocco Delfino e l’avvocato Pittelli. “Nell’occasione – è scritto nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip – Delfino chiedeva a Pittelli se ci fosse una qualche possibilità di influire sulle determinazioni del giudice Frattini, al fine di assicurarsi il buon esito di un ricorso. Pittelli, dopo aver rivolto nei suoi confronti frasi dal contenuto offensivo, rispondeva negativamente in quanto il dottore Frattini, inconsapevole della vicenda di cui parlavano gli interlocutori, non si sarebbe prestato a favore del Delfino”.

Pittelli era stato già arrestato nel novembre 2019 (leggi l’articolo) nell’ambito della maxi inchiesta “Rinascita Scott” sulle commistioni tra ‘ndrangheta, politica e massoneria, accuse per le quali è sotto processo da un anno.

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