Più armi italiane a Kiev. Draghi si consegna a Biden. Il premier parla di pace. Ma la Casa Bianca lancia altre accuse a Putin

Draghi Biden
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Mario Draghi vola a Washington per incontrare Joe Biden e riaffermare la storica amicizia e il forte partenariato tra Italia e gli States. Nel faccia a faccia (qui il video) Biden chiede che l’Italia continui a fare la sua parte sia per sostenere economicamente e militarmente l’Ucraina sia per imporre “costi” sempre alti a Mosca.

Biden ha chiesto a Draghi che l’Italia continui a fare la sua parte in Ucraina

All’alleato il premier garantisce una nuova tranche di aiuti economici a Kiev e un impegno maggiore delle forze armate a difesa del fianco est: la missione italiana in ambito Nato, come ha annunciato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini in Parlamento, sarà estesa a breve anche a Bulgaria e Ungheria per “rafforzare la postura di deterrenza e rassicurazione”. Sulle armi, su cui però si moltiplicano i mal di pancia della maggioranza, l’Italia si appresta a valutare un terzo decreto per l’invio di pezzi più ‘pesanti’.

“Siamo uniti nel condannare l’invasione dell’Ucraina, uniti nelle sanzioni e nell’aiutare l’Ucraina come ci ha chiesto il presidente Zelensky”, dice Draghi a Biden nello studio Ovale. Il premier, mentre in Italia tra le forze politiche cresce il fronte pacifista per una soluzione diplomatica al conflitto in corso, prova a spendere qualche parola di pace. “In Italia e in Europa le persone vogliono la fine di questi massacri, di questa violenza, di questa macelleria. Le persone pensano che cosa possiamo fare per portare la pace”, argomenta.

E ancora: “Dobbiamo utilizzare ogni canale per la pace, per un cessate il fuoco e l’avvio di negoziati credibili”. Ma la portavoce della Casa Bianca fredda tutti: “Continuiamo ad essere aperti ad una soluzione diplomatica in Ucraina ma non vediamo nessun segnale da parte della Russia che voglia impegnarsi in questo percorso”, dichiara Jen Psaki.

Putin, condividono i leader, pensava di dividerci ma ha fallito. Il presidente americano parla di Draghi come di un “buon amico” e loda la capacità del primo ministro italiano di “tenere unite la Ue e la Nato”: una Ue forte, riconosce Biden, è “nell’interesse degli Stati Uniti”. Il presidente americano conferma che la cooperazione con l’Italia è fondamentale. Altro fronte comune, su cui Roma chiede il sostegno di Washington, quello degli approvvigionamenti energetici.

Gli Usa hanno siglato a fine marzo l’accordo per aumentare di 15 miliardi di metri cubi le forniture di Gnl all’Europa. Una quota andrà all’Italia che nel frattempo sta implementando la capacità di rigassificazione, con una nave che dovrebbe essere operativa già a inizio 2023 e un secondo rigassificatore galleggiante da attivare entro la fine del prossimo anno.

In questo quadro, nel medio periodo, gli States potranno giocare, è il Draghi-pensiero, un ruolo “fondamentale”, perché le forniture a stelle e strisce al momento si fermano al 10% ma il governo ha tutta l’intenzione di incrementarle per arrivare al 2024 alla piena indipendenza dal gas russo. Ma sul fronte dell’impatto economico della guerra, oltre all’inflazione galoppante che crea problemi in entrambi i Paesi, c’è un altro aspetto su cui Draghi continua a puntare l’attenzione, convinto che vada messo al centro e non ai margini dell’agenda internazionale, ed è quello della sicurezza alimentare.

Nei Paesi più poveri, e in particolare quelli che si affacciano sul Mediterraneo, il conflitto rischia di innescare una vera e propria crisi alimentare, visto che da Russia e Ucraina dipendono gran parte dei rifornimenti di grano e mais.