Più “rosa” nelle aziende partecipate

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dalla Redazione

Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico, non ha dubbi: Il governo “non potrà non tener conto delle quote rosa” nella procedure di nomina dei vertici delle aziende partecipate. Intervistata da ‘2Next’ su Rai2, ha inoltre aggiunto: “Il governo è composto per il 50% da donne ed è un segnale molto importante”.

Parlando delle quote rosa, la Guidi ha sottolineato che non le è mai piaciuto “essere protetta come un animale in via di estinzione” e di essere stata “sempre un po’ sospettosa su questo tema”: tuttavia, ha aggiunto, “nel corso degli anni ho valutato che uno shock servisse”. Sempre riguardo alle nomine, poi, il ministro ha smentito di aver consegnato liste di nomi al Tesoro: “Non ho consegnato nulla a nessuno”, ha detto. Per quanto riguarda, infine, il tetto agli stipendi dei manager pubblici, il ministro ha parlato di “giusta misura in un momento in cui tutto il Paese sta facendo sacrifici” e quindi “togliere qualche squilibrio è la cosa giusta”.

E a proposito della Fiat il ministro ha dichiarato che “un’azienda privata può fare quello che vuole”. La Fiat, ha aggiunto, “è un’altra azienda rispetto a quella che era negli anni ’80”. “Non voglio fare il difensore di nessuno e nemmeno della Fiat” ha proseguito il ministro, aggiungendo tuttavia che “se pensiamo al percorso che il gruppo ha fatto dagli anni ’80 ad oggi è un’altra azienda, gli investimenti sono stati fatti”. Piuttosto, a giudizio della Guidi, “occorre creare le condizioni perché qualunque azienda, italiana o straniera, ritrovi un valore aggiunto nell’investire nel nostro Paese”. Del resto, ha concluso, “nessuna azienda può essere trattenuta a forza ed obbligata per legge ad investire”.