Pizzini in cella e soffiate ai boss. In manette l’avvocato dei Casamonica e il reggente del clan sinti di Roma est. Tutti e due sono indagati per associazione mafiosa

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Nel mondo della criminalità si sà che sparare non fa bene agli affari. Per questo con la caduta del clan Spada, decapitato dalla Procura di Roma, e l’imminente guerra per il predominio sul litorale tra suoi reduci e i rivali legati a Marco Esposito detto “Barboncino”, era necessaria una pax criminale. A prendere in mano la situazione, come emerso dall’indagine della Dda di Roma, sono stati Fabrizio Piscitelli (nella foto), l’ex leader degli Irriducibili, il boss Salvatore Casamonica e una giovane – quanto insospettabile – avvocatessa romana, Lucia Gargano. In manette sono finiti il reggente del clan di Roma est, in realtà già in carcere al 41 bis, e la donna per la quale sono stati ritenuti sufficienti i domiciliari. Oltre a loro sarebbe finito in carcere anche Piscitelli se non fosse stato assassinato, con un colpo in testa nel parco degli Acquedotti di Roma, lo scorso 7 agosto.

PAX CRIMINALE. A far precipitare la situazione è stata la testata del 2017 rifilata da Roberto Spada, detto “Robertino”, al giornalista Daniele Piervincenzi. Tempo una settimana e l’allora reggente del clan sinti viene arrestato spingendo Barboncino a muovere le sue pedine per provare una scalata criminale. Il 23 novembre dello stesso anno due uomini vicini a Ottavio Spada, vengono gambizzati. Poi una serie di attacchi ad attività commerciali del clan. Una situazione esplosiva che rischia di coinvolgere l’intera capitale che convince Diabolik, le cui mire non si limitano più alla sola Roma nord, e il leader dei Casamonica a organizzare un summit a Grottaferrata. “Io e te ci stiamo mettendo in mezzo per fare da garanti, eh!”, dice Salvatore a Fabrizio. Alla riunione è presente sia Lucia, difensore di Robertino, considerata dal gip la “plenipotenziaria” del clan oltre che un agente infiltrato che registra tutto. A dare l’idea del prestigio criminale dei presenti, il commento di uno di loro: “Ho paura di tutti questi delinquenti che stanno a questo tavolino… l’avvocato, mamma mia che coraggio che ha! Mamma mia…”. La riunione è un successo come si evince dalle parole di Diabolik, “sui miei metto le mani sul fuoco”, e da quelle di Casamonica “però devono fa tutti i bravi”.

LA LETTERA. Ora, però, bisogna avvertire Ottavio, in carcere a Rebibbia e in piena rivalità con Barboncino. “Gli stai a scrivere questa cosa? Ma lui la legge e la strappa subito o se la porta? Stanno cose delicate” chiede Piscitelli dopo aver affidato alla Gargano l’incombenza di consegnare il più classico dei pizzini. La donna non si tira indietro e come si legge nell’ordinanza: “Sin dal giorno seguente, Lucia Gargano si è recata presso la casa circondariale di Rebibbia per fare un colloquio con i detenuti Alessio Lori, Arben Zogu e Carlo Carrozzo”. Il pizzino viene affidato a Lori che condividendo lo stesso reparto del carcere con Ottavio, glielo consegna subito dopo. Pizzini e istruzioni che, secondo i pm, la donna continuava a portare anche successivamente.

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