Politica avara di soddisfazioni, Passera torna banchiere. È in lizza per salvare Unicredit

di Giorgio Ferrini
Economia

Corrado Passera è stato ad Aversa per appoggiare un candidato sindaco del centrodestra che aderisce  al progetto di Italia Unica, il suo partito mignon. Ma a Milano, in ambienti finanziari, si sussurra di un suo grande ritorno nel mondo delle banche. Per la precisione al capezzale di Unicredit, dove la stagione di Federico Ghizzoni volge al termine e dove gli azionisti saranno probabilmente chiamati a svenarsi con un nuovo aumento di capitale.

TENTAZIONI
Per il momento quella che riguarda l’ex ministro del governo Monti è solo una voce, ma alcuni azionisti lo avrebbero sondato in gran segreto e forse non è un caso se l’interessato si è appena ritirato dalla corsa per la poltrona di sindaco di Milano. Stare sulle schede elettorali e poi mollare tutto per andare a guadagnare qualche milione di euro all’anno in una banca non  sarebbe stato  un gesto simpatico. Quello di Passera comunque non è l’unico nome che circola per il posto di amministratore delegato. Il presidente Giuseppe Vita, anche lui in uscita ma per motivi di età (ha 81 anni), su incarico dei soci forti, sta cominciando a cercare il profilo giusto per sostituire Ghizzoni, che in ogni caso riceverà l’onore delle armi. Nel portfolio riservato figurano Marco Morelli di Bank of America (e prima in Monte dei Paschi e Intesa Sanpaolo), Flavio Valeri, numero uno di Deutsche Bank in Italia, e il solito Andrea Orcel di Ubs. Morelli su tutti gli altri ha il vantaggio di essere ben introdotto a Palazzo Chigi, vista l’antica amicizia con Marco Carrai, l’imprenditore fiorentino più legato a Matteo Renzi. Mediobanca, invece, spinge per Carlo Cimbri, presidente della fedelissima Unipol. Ma in fondo Piazzetta Cuccia è una partecipata di Unicredit, non il contrario.

SOLDI FRESCHI
Ieri in Borsa il titolo Unicredit ha perso l’1,48% e il motivo è ancora una volta da ricercarsi nelle voci di mercato che vogliono Piazza Gae Aulenti presto costretta a un robusto aumento di capitale. Secondo le principali banche d’affari, Unicredit avrebbe bisogno da un minino di 4 a un massimo di 7 miliardi di euro in tempi abbastanza rapidi. Sul fronte giudiziario, invece, brutte notizie da Bari, dove il Tribunale civile ha condannato la banca a risarcire 12 milioni di euro alla curatela fallimentare della Divania. La fabbrica di mobili si era imbottita di derivati che l’hanno trascinata al tracollo, senza avere un profilo di rischio adeguato.