Ponte sullo Stretto, l’Autorità anticorruzione insiste: serve una nuova gara, il nuovo decreto non risolve i problemi

L'Autorità anticorruzione insiste: per il Ponte sullo Stretto serve una nuova gara. Per Busia a imporla è la direttiva europea

Ponte sullo Stretto, l’Autorità anticorruzione insiste: serve una nuova gara, il nuovo decreto non risolve i problemi

Senza giri di parole, il numero uno dell’Anac torna a rivendicare la necessità di una nuova gara per il Ponte sullo Stretto. “Il tema principale della nuova gara non è risolto dal decreto”, ha detto il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Giuseppe Busia, in audizione alla commissione Ambiente del Senato sul provvedimento Commissari straordinari e concessioni, che contiene anche disposizioni sul Ponte e che è in sede di conversione a Palazzo Madama. “La soluzione è una nuova gara pubblica, un nuovo contratto a vantaggio di un progetto che potrebbe essere più avanzato e moderno” ma anche “per evitare contenziosi e con la garanzia di rispettare la normativa europea”, ha spiegato Busia.

L’Autorità anticorruzione insiste: per il Ponte sullo Stretto serve una nuova gara

La normativa europea sui contratti pubblici prevede che se si fa una gara su un determinato oggetto, su un Ponte di un certo tipo con uno schema finanziario, se questo negli anni cambia occorre fare una nuova gara, ha sottolineato Busia. “L’assenza di una gara comporta che il passaggio da un progetto in cui il privato era chiamato a sostenere gran parte dei costi, il 60%, a una decisone politicamente diversa di garantire un finanziamento integralmente pubblico cambia completamente il quadro e quindi richiede una nuova gara”, ha spiegato il presidente dell’Anac.

Busia: lo richiede la normativa europea

Inoltre, sempre secondo la normativa Ue, articolo 72, “occorre evitare che la spesa prevista superi più del 50% quella posta a basa di gara, che originariamente era circa 4 miliardi”, ha fatto presente Busia. E qui “si pone un problema di quale sia la soglia di cui tener conto perché la direttiva che ha inserito l’articolo 72 è venuta dopo, nel frattempo la cifra era lievitata ad 8 miliardi, quindi occorre verificare con la Commissione europea qual è la compatibilità e scegliere qual è la soglia”, ha aggiunto. E non è finita. “La costruzione del Ponte sullo Stretto attirerà appetiti della criminalità organizzata”, ha lanciato l’allarme il presidente dell’Anac. “Vanno previsti controlli rafforzati e precisi, e vincoli all’utilizzo del subappalto”, ha sottolineato.

Ciucci non ci sente e dice: abbiamo agito nel rispetto della direttiva europea

Pietro Ciucci invece conferma tutta la bontà dell’opera e garantisce sul cronoprogramma. “Considerate le procedure previste dal Decreto legge in esame e le attività già svolte e in corso, si ritiene che l’iter approvativo possa essere completato entro la fine dell’estate 2026, potendo così avviare la fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno”, ha detto l’amministratore delegato della Stretto di Messina.

Che replica a Busia: “C’è un perfetto rispetto da parte del nostro progetto delle disposizioni dell’articolo 72 della direttiva europea in materia di contratti e di corrispettivo”, ha spiegato l’ad. “Con riguardo alla Direttiva Appalti, si ricorda che l’aggiornamento del corrispettivo del Contraente generale (da 3,9 miliardi del 2006, a 6,7 miliardi del 2011, a 10,5 miliardi di oggi) è il risultato, pressoché esclusivamente, dell’applicazione di clausole di indicizzazione dei prezzi anche con riferimento al forte aumento dei prezzi registrato negli ultimi anni, che ha riguardato tutte le opere infrastrutturali in corso di realizzazione e non di varianti di lavori che, in ipotesi, rilevano ai fini dell’applicazione della direttiva Ue (art. 72)”, ha detto l’ad.