I portuali non mollano. A Trieste da oggi sciopero a oltranza. Proteste contro il Green Pass anche a Genova. A nulla è valso l’ultimatum lanciato martedì al governo

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Appuntamento alle 6 davanti al varco 4°: confermato lo sciopero dei portuali e la manifestazione di oggi a Trieste, diventato l’epicentro italiano della protesta contro l’obbligo del Green Pass per accedere ai luoghi di lavoro (leggi l’articolo): a nulla – come prevedibile – è valso l’ultimatum lanciato martedì al governo (leggi l’articolo) dal Coordinamento lavoratori Portuali (Clpt), disposti a trattare qualora l’obbligo fosse stato posticipato al 30 ottobre per trovare poi una soluzione.

Questa mattina oltre 2mila persone si sono ritrovate davanti l’ingresso dello scalo portuale triestino. “Il Porto funziona – ha detto a SkyTg24 il presidente della Regione Fvg e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga -: ovviamente in alcuni passaggi ci saranno difficoltà e ranghi ridotti, ma funziona. Ho chiesto di tenere bassa la temperatura evitando scontri frontali per non danneggiare l’economia di un Paese, dato che danneggiare l’attività del Porto di Trieste significa danneggiare un grande numero di aziende che lavorano nell’indotto”. Una lunga coda di Tir provenienti per la maggior parte dall’Italia del Nord è blocca, anche a Genova, il Varco Etiopia del Porto del capoluogo ligure dove un centinaio di lavoratori protestano contro il Green Pass.

“All’assemblea di base abbiamo deciso ciò che da un mese e mezzo proclamiamo: il blocco totale del porto a oltranza, da domani (oggi, ndr) e finché il governo non toglierà il decreto Green Pass”, fa sapere il presidente del Clpt, Sebastiano Grison, al termine della riunione che ha visto la partecipazione di circa 200 lavoratori. “Il prefetto ha disposto che non possiamo manifestare – ha puntualizzato Grison – ma ha bloccato solamente come illegittimo lo sciopero della Fisi, non quello Cobas, quindi noi domani (oggi, ndr) applicheremo il nostro diritto allo sciopero”.

La giornata clou è però quella di domani, quando si dovrebbe chiarire la prosecuzione del blocco delle operazioni. Dal Clpt spiegano che non bloccheranno chi vorrà andare a lavorare, il protagonista della mobilitazione, il leader del Coordinamento Stefano Puzzer, ha infatti aperto l’assemblea con una dichiarazione di disponibilità (“Se qualcuno vuole andare a lavorare vada, non blocco nessuno”). Sull’atteggiamento meno oltranzista deve aver pesato anche il fatto che Cgil, Cisl, Uil e Ugl non abbiano aderito e la mancata mobilitazione dei colleghi di Genova, Napoli e di altri porti.

In ogni caso, fanno sapere gli organizzatori, ci saranno oltre 30 mila persone da tutta Italia. “Staremo a vedere, aspetteremo i segnali del governo – prosegue il sindacalista – e finché questo decreto non verrà tolto, noi bloccheremo il porto di Trieste a oltranza”. Ma al momento da Roma, nessun segnale. Nessuna ricucitura neppure con il presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico orientale, Zeno D’Agostino, che in caso di blocco si dimetterà. “A chi mi ha dato del traditore degli interessi dei portuali rispondo dicendo che il porto non si tocca, è il valore supremo che dobbiamo garantire. Vorrei vedere chicchessia – ha aggiunto – nel mio ruolo accettare il blocco a oltranza. Un’ipotesi che è l’antitesi di quello che noi garantiamo al mercato: pianificazione e attendibilità”.