Poste, sì al dividendo da 34 centesimi. La prima grande assemblea dopo la privatizzazione: cda esteso da 7 a 9 membri

di Sergio Patti
Economia

Prima grande assemblea degli azionisti di Poste Italiane dopo la privatizzazione e la quotazione in Borsa della società. A Roma, nel grande auditorium di Renzo Piano, è passato il bilancio al 31 dicembre, i cui risultati erano stati resi noti da tempo, e che prevede un utile di 550 milioni di euro. Deliberato anche il dividendo stabilito in 34 centesimi di euro per azione, che sarà messo in pagamento il 22 giugno prossimo. Integrato il Consiglio di Amministrazione, salito da sette a nove componenti con l’ingresso di Giovanni Azzone e Mimi Kung, le cui candidature sono state presentate da un raggruppamento di 14 investitori istituzionali. Rinnovato anche il Collegio Sindacale, che sarà composto da Mauro Lonardo (nella carica di Presidente ed espresso dalla lista di minoranza presentata da un raggruppamento di 14 investitori istituzionali), Alessia Bastiani e Maurizio Bastoni quali Sindaci effettivi (quest’ultimo confermato nella carica ed entrambi tratti dalla lista presentata dall’azionista di controllo Ministero dell’Economia e delle Finanze), nonché, quali Sindaci supplenti, Marina Colletta, Ermanno Sgaravato (entrambi tratti dalla lista presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) e Andrea Bonechi (tratto dalla lista presentata da un raggruppamento di 14 investitori istituzionali). Il Collegio Sindacale così nominato resterà in carica fino all’approvazione del bilancio dell’esercizio 2018. All’assemblea, presieduta da Luisa Todini, era presente il 74,91% del capitale (Il Tesoro è presente nel capitale di Poste Italiane con il 64,7%).