Povero Natale. Per i regali spenderemo in media 171 euro a testa, 118 in meno del 2009. Sorridono solo e-commerce e viaggi

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Gli italiani giocano in difesa anche durante le festività più attese dell’anno, salvaguardano il proprio portafogli e si preparano a comprare regali di Natale economici. Il prossimo 25 dicembre sarà in sordina per le famiglie che, dopo lunghe analisi e dopo aver messo i prodotti Fineco a confronto con quelli di CheBanca!, Conto Arancio e tutti gli altri alla ricerca del conto corrente più affidabile, ora non pare proprio abbiano alcuna intenzione di svuotarlo.

Secondo l’ultima analisi di mercato Confcommercio-Format, infatti, gli italiani spenderanno in media 171 euro a persona per regali di Natale a amici, parenti e fidanzati. La cifra è in linea con i consumi stimati durante le festività 2013 ma notevolmente più bassa rispetto al 2009, quando spendevamo mediamente ben 289 euro pro capite, ovvero il 40,7% in più. Un’involuzione nei consumi notevolissima, sintomatica di un disagio generale che non può essere soffocato neppure sotto le feste.

Cresce il settore elettronico, smartphone (+3,5% rispetto al 2013) e tablet (+1,4%) sono tra i regali più ambiti mentre cresce anche il settore e-commerce, che rispetto allo scorso anno segnerà un +7,9%, ma questa non è una novità. Generi alimentari (73,6%) e giocattoli (51,6%) restano i beni più gettonati.

Circa il 60% degli intervstati dichiara di voler spendere in regali di Natale meno dello scorso anno, il 95,1% non spenderà più di 300 euro (nel 20009 tale percentuale non raggiungeva il 70%) e il 33,2% non varcherà quota 100 euro per doni e ricordini (31,5% l’anno scorso). La tendenza generale è dunque quella di ridurre all’osso i consumi, con picchi di rinunce per gli under 24 e per la fascia d’età 45-54 anni, soprattutto se residente al Sud o nelle grandi città.

Tiene duro il settore viaggi, con circa 10 milioni di italiani pronti a concedersi un soggiorno natalizio. Chi partirà spenderà in media 622 euro, con le città d’arte preferite alle settimane bianche. Il periodo preferito per partire è Capodanno, scelto dal 9% degli intervistati, il 4% partirà a Natale, il 7% ha scelto un periodo delle prossime festività differente dal 25 dicembre o San Silvestro. Anche perché costa meno.

Insomma, anche  a Natale si celebra l’austerità imposta, quella che da anni reprime l’economia, i desideri e le speranze di un’Italia che si appresta a lasciare spoglio l’albero di Natale. In questa società dell’apparire, si è sempre puntato il dito contro  il consumismo, il nemico che annebbia i veri valori e mette in secondo piano la sacralità della festa. Magari tutto questo può servire a non perdere di vista ciò che conta davvero. Qualcosa di positivo, in tutto ciò, bisogna pur trovarlo.

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di Gaetano Pedullà

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