Prende forma la Fase 2. La task force guidata da Colao ha consegnato a Conte il suo piano. Ripartenza dal 4 maggio ma alcune attività potranno riaprire già da lunedì

dalla Redazione
Politica

La fase di ripartenza inizierà dal 4 maggio ma alcune attività produttive, in grado di garantire la massima sicurezza ai propri dipendenti, potranno riaprire i battenti già da lunedì 27 aprile. E’ questa, secondo fonti di Palazzo Chigi citate dalle agenzie di stampa, l’ipotesi, formulata oggi al premier Giuseppe Conte e ai ministri impegnati nell’emergenza Coronavirus, dalla task force di esperti guidata da Vittorio Colao. A quanto si apprende, il documento, dedicato alla Fase 2, e in particolare alle modalità di riavvio delle attività produttive e dei trasporti pubblici, è stato ultimato ieri sera nel corso di una riunione plenaria della stessa task force incarica dal Governo di pianificare l’uscita dalla fase di emergenza e di lockdown.

Il premier Conte, già nei giorni scorsi, aveva annunciato che entro questa settimana l’Esecutivo avrebbe indicato il programma nazionale delle aperture. L’annuncio, dopo le valutazioni del Consiglio dei ministri e del Comitato tecnico-scientifico, dovrebbe avvenire tra venerdì e sabato. Per arrivare alla decisione finale, il governo terrà, nel frattempo, una serie di riunioni con tutti i soggetti interessati, incluse le parti sociali. I sindacati e le categorie imprenditoriali potrebbero essere convocate in videoconferenza già nelle prossime ore.

Alla riunione con Colao hanno partecipano diversi ministri, tra cui Francesco Boccia, Roberto Speranza, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli, Teresa Bellanova, Nunzia Catalfo, Paola De Micheli, oltre al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, al commissario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, e alcuni rappresentanti del comitato tecnico-scientifico, tra cui il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. Prima del Consiglio dei ministri sul Def, slittato da questa sera a domani, il presidente del Consiglio si consulterà anche con gli enti locali.