Per i presidi riaprire la scuola è stata una scelta scellerata. Ma il ministro Bianchi insiste: “Aveva senso aprire subito. La chiave è vaccinare i nostri ragazzi”

scuola Bianchi
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“Essere tornati in classe oggi con la prospettiva di vedere incrementati i contagi e di essere messi in dad in modo coatto rappresenta una decisione scellerata, le cui conseguenze verranno a breve pagate da tutti. Pensare che la scuola possa fare fronte all’allargamento a macchia d’olio del Covid, non avendo provveduto a realizzare neanche una delle disposizioni indicate, puntando tutto su inutili Green Passe e vaccini obbligatori, rappresenta un atto di quasi autolesionismo”. È quanto ha detto, commentando il ritorno in presenza nelle scuole, il presidente dell’Associazione nazionale insegnanti e formatori, Marcello Pacifico.

Il presidente dell’Anief chiede al Governo i motivi di tanta incoerenza: “Cosa si vuole dimostrare con questo ritorno, se non mettere in risalto che in quasi due anni non è stato fatto nulla? Perché si è tornati senza avere sdoppiato le classi, ampliato gli spazi scolastici, aumentato sedi e personale? Perché non si è fornita la popolazione scolastica di mascherine Ffp2?”.

“Perché si continua a pensare che la ventilazione nelle aule si può fare – ha aggiunto Pacifico – anche solo aprendo le finestre, anche se la temperatura è sotto lo zero come in questi giorni? Perché i miliardi del Pnrr dedicati alla scuola non sono stati investiti per questo? Perché l’istruzione si deve accontentare di 40 milioni di euro da una delle leggi di Bilancio più avare verso la scuola?”.

“Aveva senso aprire subito la scuola. Non si può giustificare che tutto sia aperto e l’unico spazio chiuso rimane la scuola, che è sicura” ha ribadito a Rainews24 il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, rispondendo alle critiche sollevate dai presidi (leggi l’articolo). “La chiave è vaccinare i nostri ragazzi”, ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo, che sull’aerazione delle aule ha chiarito come “il governo abbia messo a disposizione delle scuole i fondi, poi nella loro autonomia possono decidere su cosa investire”.

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