Prestiti alle imprese ancora giù malgrado gli sforzi della Bce. Tra settembre e marzo, 94 miliardi di euro alle banche italiane, ma le erogazioni sono a picco

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Prestiti alle imprese in continua recessione, in barba alle politiche della Banca Centrale Europea che, ormai da diversi mesi, eroga risorse e apre i rubinetti alle banche di casa nostra. Rubinetti monodirezionali che terminano il loro flusso all’interno delle saccocce degli istituti per poi giungere a famiglie e Pmi con il lumicino. Il web si è proposto prepotentemente come una risorsa in più per i cittadini e i servizi di comparazione prestiti di SuperMoney e altri portali del settore hanno permesso di arginare il problema, seppur non di risolverlo. Ad oggi il mercato dei finanziamenti continua ad essere arido e smunto e la parabola involutiva non ha ancora saputo invertire la rotta.

Prestiti alle imprese: -13,2 miliardi di euro

L’operazione Tltro varata dalla Bce ha permesso l’erogazione di 94 miliardi di euro alle banche italiane tra  il settembre del 2014 e il marzo del 2015. Risorse che, secondo gli accordi, dovranno transitare nelle tasche di famiglie e imprese entro la fine dl 2016. Un transito che in concreto non c’è stato, le risorse sono rimaste impantanate in un ingorgo di burocrazia e staticità.

Come rivelato dalla Cgia – Associazione artigiani piccole imprese – il volume di prestiti alle imprese erogato nel periodo preso in considerazione ha subito un decremento di 13,2 miliardi di euro. Nel complesso, il business dei prestiti accusa una contrazione pari a 9,8 miliardi e, mentre le famiglie hanno visto il proprio erogato aumentare di 3,4 miliardi, sono sempre le piccole società in proprio a pagare lo scotto più significativo.

Come funzionano le Tltro

Le Tltro consistono in operazioni a lungo termine tramite le quali viene posto in essere un meccanismo indiretto di finanziamento ai cittadini. Le banche chiedono crediti alla Bce con l’impegno di destinare la liquidità al mercato reale. Nelle tre aste organizzate finora – a settembre e dicembre 2014 e nel marzo di quest’anno – gli istituti italiani hanno ottenuto fondi per 94 miliardi di euro, a cui potrebbero sommarsi altri 14,3 miliardi richiesti dalle banche nostrane per l’asta di fine giugno prossimo.

Che fine fanno i fondi?

Nonostante la pioggia di risorse piovuta dal cielo di Bruxelles, il mercato dei crediti ristagna, i prestiti alle imprese continuano, caparbiamente, a segnare trend in negativo, i fondi acquisiti dalle banche si smaterializzano, le Pmi boccheggiano. Entro un anno e mezzo,le risorse stanziate dall’Unione Europea per sconfiggere il credit crunch dovrebbero essere erogate per intero, dovrebbero. E ai fondi del Tltro si sono già aggiunti quelli del quantitative easing. Mortificante riscontrare come, nonostante gli sforzi e i proclami, ad oggi non sia stato conseguito alcun risultato degno di nota.

Come sottolineato da Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, negli ultimi 3 anni il mercato dei crediti ha segnato una perdita del 9,2% del proprio volume, pari a 91 miliardi di euro in meno di cui 24 solo negli ultimi dodici mesi.