Prestito all’Ucraina, l’Ue non si arrende e ignora i veti: “In un modo o nell’altro lo faremo”

L'Ue non si arrende ai veti ungheresi e promette che il prestito da 90 miliardi all'Ucraina verrà approvato "in un modo o nell'altro".

Prestito all’Ucraina, l’Ue non si arrende e ignora i veti: “In un modo o nell’altro lo faremo”

L’Ue non si arrende. E non bastano neanche i veti posti dall’Ungheria per arrendersi sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina. La Commissione torna ad assicurare il suo finanziamento a Kiev, sostenendo che una soluzione verrà trovata in un modo o nell’altro.

A tornare sul tema oggi è stata la portavoce della Commissione, Paula Pinho: “La presidente von der Leyen ha chiarito ieri al telefono, riferendosi al fatto che il prestito all’Ucraina, pari a 90 miliardi di euro, che è stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo del Consiglio europeo, che hanno concesso il finanziamento e che tale concessione non può essere revocata”.

Pinho spiega che Ursula von der Leyen ha “ribadito e assicurato” che il prestito verrà erogato “in un modo o nell’altro”, considerando che in campo “ci sono diverse opzioni e le utilizzeremo ora”. Su quali siano le opzioni, però, la portavoce della Commissione non si sbilancia: “Sono attualmente allo studio e stiamo discutendo ed esplorando cosa significhi stabilità con gli Stati membri e con il Parlamento”.

Prestito all’Ucraina, l’Ue non si arrende

L’intenzione dell’Ue è quella di accelerare sul prestito all’Ucraina. E per farlo interviene anche la presidente von der Leyen, che ha “chiesto la riparazione dell’oleodotto” di Druzhba a Kiev. Quell’impianto porta il petrolio russo a Ungheria e Slovacchia ed è andato distrutto “dopo gli attacchi russi”. Von der Leyen ha comunque chiesto di “accelerare i lavori” proprio per accontentare le richieste di Ungheria e Slovacchia.

Nonostante questa richiesta, però, la posizione del premier ungherese, Viktor Orban, non sembra cambiare. In un lungo post su X, Orban accusa i leader di Bruxelles “di aver raggiunto un accordo con il presidente Volodymyr Zelensky per continuare la guerra”. Per il premier ungherese si tratta di una cattiva notizia per l’Europa perché “si sta prolungando una guerra che chiaramente non ha soluzione sul campo di battaglia, ma che provoca immense distruzioni”. La colpa, insomma, è tutta di Bruxelles. E a pagare il conto sono i “cittadini europei”, secondo Orban.